La Giornata nazionale del mare è stata istituita nel 2017 con l’obiettivo di portare l’attenzione su una delle risorse più importanti per l’Italia, sempre più a rischio a causa delle azioni dell’essere umano e della crisi climatica

Sono 8 mila i chilometri di costa che quasi circondano l’Italia. Così come migliaia sono le bellezze naturali e ambientali della Penisola legate al nostro mare.

Per questi motivi dal 2017 ogni 11 aprile si festeggia la Giornata Nazionale del Mare, una giornata istituita dal governo per sensibilizzare sulla necessità di conservare e proteggere questo immenso bacino idrico e valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario, artistico e scientifico legato al mare.

Ma il mare italiano è in costante pericolo. Uno dei motivi, come nel resto del mondo, è legato alla crisi climatica e al conseguente innalzamento delle acque.

Tante sono le iniziative italiane ed europee sullo studio e il monitoraggio di quanto sta avvenendo nei nostri mari. Uno di questi è il SAVEMEDCOAST-2, un progetto finanziato dall’Unione europea che studia e valuta gli impatti dell’innalzamento del livello del mare per aiutare le comunità costiere ad affrontare i prossimi cambiamenti.

Grazie alle immagini – spiegano dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che coordina il progetto – possiamo capire come potrà essere il futuro. Il progetto vuole rispondere alle necessità della popolazione verso i disastri naturali delle coste del Mediterraneo, che sono sensibili all’aumento del livello marino nel 2100, a causa dei cambiamenti climatici. Le attività del progetto si concentrano sui principali delta fluviali, le lagune costiere e le zone di bonifica del Mediterraneo”.

Plastica, dal Congo un’idea per trasformare i rifiuti in pavimentazione urbana

Mare, una risorsa per l’economia

In un Paese come l’Italia in cui il mare è praticamente ovunque, la sua tutela ha un valore anche economico. È la cosiddetta Economia Blu che incide in modo significativo sul Pil nazionale.

Secondo un rapporto di Unioncamere, l’economia del mare in Italia comprende quasi 200 mila imprese, tra pesca, cantieristica, trasporti marittimi, turismo e attività di ricerca, pari al 3,2% del totale delle imprese.  Inoltre il mare offre lavoro a 880mila persone e produce circa il 3% del Pil.

Il decennio del mare delle Nazioni Unite

Se l’Italia dedica un giorno all’anno al mare, l’Onu ha deciso di fare di più dedicando un intero decennio – quello in corso – alla preservazione degli oceani e dei mari della Terra. 

Le Nazioni Unite, dunque, hanno deciso di proclamare il Decennio del mare 2021/2030 per promuovere lo sviluppo sostenibile e l’implementazione dell’Agenda 2030 e dei 17 obiettivi che si propone di realizzare.

Ambiente, approvato alla Camera il ddl Salvamare

Articolo precedenteChernobyl, la denuncia: “I russi hanno rubato sostanze radioattive mortali”
Articolo successivoEcco la presa elettrica intelligente che ti avverte quando l’energia è prodotta da rinnovabili e quando da fonti fossili