GIORNATA MONDIALE DEL SUOLO: SENZA SUOLO NON SI VIVE E NON E’ RINNOVABILE

Giornata mondiale del suolo. Oggi, 5 dicembre è la giornata mondiale del suolo, come buon auspicio nasce il progetto europeo SOIL4LIFE per la salvaguardia di questa fondamentale risorsa.

Agricoltura sostenibile e stop al consumo di suolo devono diventare parte della strategia nazionale contro il cambiamento climatico. Sembrerà banale ricordarlo, ma senza suolo non si mangia. Senza tutela del suolo, si rischia di essere travolti da frane e alluvioni, senza suolo si perde un importantissimo serbatoio di carbonio. Il suolo è altresì fondamentale nel contrasto ai cambiamenti climatici ed è un’indispensabile riserva di biodiversità. Insomma, dal suolo dipende la nostra vita sul pianeta. Perché racchiude il più importante stock di carbonio terrestre, dalla cui corretta gestione può dipendere gran parte del successo della lotta al cambiamento climatico: un aspetto ancora troppo sottovalutato dai Paesi che in questi giorni invieranno le proprie delegazioni alla Cop 24 di Katowice per i negoziati sul clima. Il suolo non riceve l’attenzione che merita, la sua rilevanza per la sopravvivenza umana è decisamente sottovalutata. E’ maltrattato, abusato, coperto e impermeabilizzato dall’edificazione senza limiti, inquinato dalle attività industriali, sovrasfruttato da un uso agricolo e zootecnico poco attento.

Per queste ragioni Legambiente, ISPRA, CIA Agricoltori Italiani, CCIVS, Crea, ERSAF, Politecnico di Milano, Comune di Roma e Zelena Istria, hanno deciso di dare vita a SOIL4LIFE, un progetto europeo che coinvolge partner di Italia, Francia e Croazia, nato con l’obiettivo di promuovere l’uso sostenibile ed efficiente del suolo e delle sue risorse in Italia e in Europa. Cofinanziato dalla Commissione Europea con il programma Life, vede coinvolti associazioni ed enti di ricerca uniti dalla convinzione comune che il suolo vada preservato con azioni e politiche più concrete, supportate da analisi e studi capaci di predisporre le informazioni necessarie agli interventi, anche normativi, ormai indispensabili per fermare il consumo e il degrado di questa fondamentale risorsa naturale non rinnovabile. Si tratta non solo di un auspicio, ma di un impegno formale, sottoscritto dall’UE e dall’Italia al tavolo delle Nazioni Unite: infatti ci siamo impegnati, aderendo agli obiettivi globali di sostenibilità (SDG), a fare tutto quanto ci compete affinché, entro il 2030, ‘si aumentino gli sforzi atti a conseguire, a livello globale, l’arresto dei processi di degrado del suolo’, concetto che traduce la formula ‘by 2030, a land degradation neutral World’. Per questo, nel cuore del progetto Soil4Life, c’è l’implementazione nazionale e la comunicazione delle linee guida per la gestione sostenibile dei suoli, sviluppate ai tavoli della FAO come riferimento per le Nazioni nello sviluppo delle loro politiche agricole e territoriali.

Nei suoli del pianeta sono stoccati 1550 miliardi di tonnellate di carbonio, una quantità pari a ben 6 volte l’aumento della CO2 atmosferica dall’epoca preindustriale ad oggi: questo significa che uno squilibrio a livello globale della biochimica del suolo è in grado di moltiplicare gli effetti del cambiamento climatico per come li abbiamo conosciuti fino ad ora. Ma anche che, al contrario, una buona gestione di coltivazioni, pascoli e foreste può dare un formidabile contributo allo sforzo globale di riduzione delle emissioni climalteranti, permettendo di sottrarre all’atmosfera enormi quantità di carbonio. Per l’Italia, ciò si traduce nell’affrontare due grandi emergenze: mettere un freno al consumo indiscriminato di suolo e sviluppare una efficace politica di orientamento rivolta al settore agricolo.

La Fao ha stimato che una gestione sostenibile dei suoli potrebbe aumentare la produzione di cibo fino al 58%.

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