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“Sono onorato di aver potuto firmare sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet un pezzo sulla modifica costituzionale degli articoli 9 e 41 e ringrazio la società italiana di medicina ambientale per essersi impegnata in questa pubblicazione “ ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio.

È il professor Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), a spiegare l’importanza dell’annuncio su Lancet: “Abbiamo voluto dare il massimo risalto possibile anche nella comunità medica e scientifica a questo memorabile passaggio costituzionale compiuto dal nostro Paese, affinché possa essere d’esempio almeno per gli altri Stati membri dell’Unione Europea ai fini dell’inserimento della tutela dell’ambiente nei rispettivi ordinamenti giuridici. La coincidenza di questa pubblicazione con l’odierna Giornata Mondiale della Salute è quanto mai appropriata perché tutto quello che facciamo per l’ambiente si traduce automaticamente in un beneficio per la salute umana. Su tale evidenza, l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce, infatti, la crisi climatica che stiamo vivendo come la più grande minaccia sanitaria per l’umanità, stimando in oltre 13 milioni i decessi che ogni anno si verificano a livello globale in conseguenza di cause ambientali”.

L’importanza dell’avvenimento è sottolineato dall’ex Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, promotore di una petizione online che ha raccolto in pochi mesi ben 75.000 firme: “L’aver esplicitato nell’articolo 9 della Costituzione che la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi supera finalmente il precedente riferimento alla salvaguardia del paesaggio, che rappresentava oramai un elemento troppo generico rispetto alla moderna sensibilità nei confronti della questione ambientale, specie nei giovani, che dimostrano di voler far sentire sempre più la loro voce sul tema. Non a caso, nella nuova norma costituzionale si richiama espressamente che l’azione di tutela dell’ambiente da parte dello Stato avviene anche nell’interesse delle future generazioni, che non devono essere deprivate delle risorse naturali e opportunità garantite a chi li ha preceduti”.

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