Cultura

170 CITTÀ TRA ARTE, CULTURA E MUSICA

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Di Sara Falconieri. Giornata Fai. Torna domenica 15 ottobre la Giornata d’Autunno del Fai. Organizzata dai gruppi Giovani per la raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, è attiva per tutto il mese di ottobre a tutela del patrimonio artistico e culturale italiano.

Un’iniziativa per riscoprire 600 luoghi inaccessibili o poco valorizzati con 170 itinerari guidati da circa 3500 volontari, un viaggio alla scoperta delle tradizioni urbane.

Le grandi città italiane sono protagoniste dei tour. A Roma il percorso parte dal Tevere in zona via Lungara e arriva al Gianicolo, riscoprendo giardini, residenze storiche diventate sedi di accademie come la Reale Accademia di Spagna e Palazzo Corsini.

A Napoli invece l’itinerario spazia tra Piazza Mercato e Borgo Orefici, in un excursus di arti e mestieri caratteristici.

Passeggiata “sui tetti e tra le nuvole” a Catania: tetti e terrazze del centro storico aperti in via straordinaria, tra cui la Badia di Sant’Agata e il Museo Diocesano.

Percorso storico a Milano. Oltre all’archivio del Piccolo Teatro e alla Biblioteca del Conservatorio Verdi, saranno visitabili anche alcuni degli edifici più futuristici della città, come il grattacielo di Zaha Hadid nel cuore di CityLife.

Ultima, ma non per importanza, è Bologna che mette al centro la musica, in un itinerario che attraversa edifici storici e giardini. Bologna celebra il Maestro Tito Gotti, tra i primi in Italia a portare il teatro e la musica fuori dai luoghi deputati con il festival Feste Musicali.

Un’iniziativa culturale aperta a tutti, con un contributo facoltativo tra 2 e 5 euro per sostenere la Fondazione. Per chi volesse diventare parte attiva insieme agli oltre 150 mila membri, fino al 31 ottobre è possibile iscriversi al Fai con una quota di 29 euro (rispetto ai 39 euro canonici).

A sostenere l’iniziativa, il ministro alla cultura Dario Franceschini: “Ormai è il quarto anno che presentiamo queste giornate Fai, ogni volta mi stupisco che l’entusiasmo cresce qui. […] ci si accorge di quanto lavoro c’è da fare. Ognuno di quei luoghi che apre il Fai è un’opportunità e una ferita. Tutti questi luoghi sarebbero una super attrattiva all’estero: serve capacità di coinvolgimento, includere i giovani. I nostri gioielli culturali sono un pezzo della nostra identità e lo si è visto nel sisma del Centro Italia”.

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