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Disastro climatico tra Usa e Canada, il prof. Vacchiano a TeleAmbiente: “Ecco cosa è successo. Non ci accorgiamo del dramma finché non ci tocca da vicino”

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Un’ondata di calore mai vista prima, tra Stati Uniti e Canada, con temperature record, centinaia di vittime e incendi fuori controllo. A dare una spiegazione scientifica del dramma, a TeleAmbiente, è il professor Giorgio Vacchiano, docente di gestione e pianificazione forestale dell’Università Statale di Milano.

Professore, cosa è successo tra Stati Uniti e Canada nei giorni scorsi?

Si è trattato della combinazione tra fenomeni naturali e gli effetti del cambiamento climatico indotto dall’uomo, che sono sempre più forti. La massa di aria calda, generatasi nell’Oceano Pacifico, è stata trasportata nell’America settentrionale dalla corrente a getto (un sistema di venti ad alta velocità che circonda la Terra e scorre in senso antiorario). Il riscaldamento delle acque del Pacifico è un fenomeno che avviene periodicamente ed è conosciuto come La Niña, che si alterna col più famoso El Niño, che porta piogge torrenziali ed eventi estremi in altre zone del mondo. La crisi climatica fa sì che questi fenomeni siano più lunghi e più stabili e c’è un fenomeno fisico particolare: la corrente a getto, col cambiamento climatico, sta rallentando e il suo percorso diventa più tortuoso, fa delle anse intorno al nostro Pianeta ed una di queste anse si è posizionata sul Nord America, mantenendo stabile l’ondata di calore e impedendole di spostarsi per diversi giorni successivi.

Per questo motivo, ogni giorno è stato stabilito un nuovo record di temperatura, come non si vedeva da centinaia di anni. Nel suo complesso, è stato stimato che questo evento può accadere una volta ogni 10mila anni, non è quindi impossibile che accada ma resta comunque altamente improbabile. Pensiamo anche all’ondata di calore in Russia dello scorso anno, che aveva la portata statistica di un evento ogni 80mila anni. Aver avuto due eventi così rari ed estremi in due anni consecutivi è un chiaro segno del nostro impatto sulla Terra, che si riflette poi drammaticamente sulle vite di chi vive in quelle zone“.

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Lei è un grande divulgatore scientifico, cosa possiamo fare per convincere chi è ancora scettico sul cambiamento climatico?

Non è facile e non dobbiamo stupirci della difficoltà di comprendere questi fenomeni. Trovo normale che qualcuno sia incredulo della capacità, da parte dell’uomo, di modificare la dinamica stessa del pianeta Terra. Questo però sta accadendo davvero, è difficile comprenderlo perché finora non era mai successo. Non abbiamo questo tipo di esperienza, non c’è nulla nella nostra cultura (arte, racconti, leggende) sul potere dell’uomo di modificare il clima terrestre. Si tratta di un inedito ed è difficile convincersi, poi parliamo di fenomeni che avvengono su spazi molto ampi e il nostro cervello non è fatto per percepire eventi che avvengono su distanze così grandi e collegano tra loro punti diversi della superficie terrestre.

Questo vale anche per l’Italia: è difficile collegare l’acqua alta a Venezia con lo scioglimento delle calotte polari o dei ghiacci dell’Antartide, eppure è proprio così, perché fanno innalzare il livello delle acque in tutto il mondo. Purtroppo ci accorgiamo di questi impatti solo quando ci toccano da vicino, io credo che da oggi i cittadini del Canada abbiano una comprensione diversa dell’urgenza di trovare una soluzione ai cambiamenti climatici. E purtroppo, anche in Italia questi eventi estremi ci stanno colpendo sempre di più“.

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