Giorgio Parisi, l’italiano che ha appena vinto il Nobel per la Fisica, parteciperà alla riunione alla Camera pre-Cop26. Il fisico italiano lancia un monito: “Sul clima la politica è in ritardo e la situazione peggiora”.

Giorgio Parisi, l’italiano che ha appena vinto il Premio Nobel per la Fisica, parteciperà alla riunione pre-Cop26 a Montecitorio. Lo ha annunciato il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico: “Sono molto felice di annunciare che il professor Giorgio Parisi parteciperà alla pre-Cop26 a Montecitorio. Sarà un grande onore poterlo ascoltare venerdì, in occasione della sessione inaugurale“.

 

Fisica, Nobel all’italiano Parisi e ai padri dei modelli climatici Manabee e Hasselmann

Giorgio Parisi, che insegna alla Sapienza, ieri è stato accolto con cori e striscioni da tutto l’Ateneo romano. Oggi, però, il fisico italiano vincitore del Nobel ha lanciato un monito sul clima. “Siamo in una situazione di grandissima incertezza sul futuro, anzi di certezze, ma molto negative. Dobbiamo concentrarci sul clima che sta cambiando” – spiega il professor Parisi a SkyTg24 – “La mia impressione è che la politica sia in ritardo su ciò che deve essere fatto. Il problema è che la situazione sta peggiorando e ci vuole tempo perché le cattive notizie siano metabolizzate“.

 

 

Il professor Giorgio Parisi paragona i ritardi sul clima a quelli già visti con la pandemia: “Molto spesso le misure di contenimento che servivano sono state prese in ritardo, in questi casi bisogna convincersi velocemente. Il ritardo con il Covid è stato un problema di tutti i Paesi occidentali, non solo italiano. Fa parte dell’animo umano: se uno deve prendere misure dolorose, tende a ritardarle il più possibile“. Il monito del fisico italiano non finisce qui: “Sul fronte climatico c’è lo stesso motivo psicologico di aspettare a prendere misure finché non se ne può più fare a meno“.

 

Giorgio Parisi poi parla delle rinnovabili e del loro futuro: “Abbiamo visto quanto è importante l’energia solare e gli impianti sono diventati estremamente efficienti. La sfida per il futuro è di farne che producano sempre meno scorie, cercare di farli con materiale organico. Sarebbe interessante avere impianti solari sotto forma di tessuto, che si può mettere intorno alle case invece dei pannelli“. Il fisico vincitore del Nobel, infine, conclude così: “Possiamo fare dei progressi favolosi sul solare, non tanto sul rendimento che è già eccezionale, ma in maniera tale che possa diventare sempre più facile e comodo installarlo e che possa avere sempre meno manutenzione“.

 

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