Attualità

Gino Falleri, addio al decano dei giornalisti

Condividi

Gino Falleri. E’ morto a Roma Gino Falleri, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Aveva 92 anni. Era iscritto all’Albo dei giornalisti del Lazio, elenco pubblicisti, dal 1957. I funerali  si svolgeranno domani 19 marzo a Roma nella parrocchia di San Mattia in via Renato Fucini 285 (zona Montesacro-Talenti).

Personaggio storico del giornalismo romano e non solo, ha iniziato la sua carriera come volontario a Il Messaggero di Roma e successivamente al Popolo di Roma. Ha collaborato con il Momento Sera, Il Giornale d’Italia, Italia Sera, l’Opinione, Il Globo, Il Resto di cui è stato il garante del lettore, nonché con l’agenzia Asca e il GR2

Un grande lutto e dolore ha colpito la nostra categoria e tutti i colleghi e no che hanno avuto la fortuna di incontrare nel loro percorso umano e professionale il decano dei giornalisti di Roma e del Lazio, Gino Falleri.

TeleAmbiente lo ricorda con affetto e immensa gratitudine per il sostegno che ha sempre dimostrato alla categoria e, in questo caso, alla nostra emittente. Esprimiamo le più sentite e profonde condoglianze e si stringono alla moglie, la signora Rossana e al figlio Roberto.

Ciao Gino, addio al decano dei giornalisti. E che la terra ti sia lieve.

(Visited 67 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago