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BARI, OLTRE 3000 GILET ARANCIONI IINVADONO CON I TRATTORI PIAZZA PREFETTURA

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Gilet arancioni.  Dai “Gilet gialli” francesi ai “Gilet arancioni” pugliesi. Sono oltre tremila gli agricoltori pugliesi che con i loro trattori hanno riempito, questa mattina,  7 gennaio 2019, piazza Prefettura, a Bari, colorandola di arancione, il colore della protesta contro il governo nazionale e la Regione Puglia.

“Sarebbe un grandissimo segnale di cambiamento se il Ministro venisse a Bari non a parlare con una delegazione dei gilet arancioni o col portavoce, ma con tutti gli agricoltori.
In alternativa siamo pronti ad incontrarlo insieme a tutte le altre delegazioni che riterrà di invitare ma in una data diversa da quella di domani”. Così Onofrio Spagnoletti Zeuli, portavoce dei Gilet Arancioni, rinuncia all’incontro convocato dal Ministro per domani a Roma, all’indomani del grande successo del presidio di Bari.

I Gilet Arancioni chiedono il riconoscimento dello stato di calamità dopo le gelate di febbraio 2018, interventi mirati e decisi contro la xylella, seguendo la scienza e non i santoni, e lo sblocco delle risorse del Psr impantanato tra mille rivoli burocratici.

“Qui ci sono oltre tremila persone, uomini e donne della terra, che si sono uniti spogliandosi di qualsiasi identità e sposando solo la causa della terra – ha continuato Spagnoletti Zeuli -. Noi ringraziamo il Ministro Centinaio per averci invitato domani a Roma, ma non parteciperemo all’incontro perché non intendiamo prestare il fianco a chi organizza, guarda caso proprio domani, un’altra sceneggiata dopo quella del 31 dicembre sotto la Regione Puglia, stavolta proprio sotto il Ministero luogo dell’incontro, per prendersi meriti che proprio non ci sono e per issare ancora una volta la bandiera dell’arroganza alla faccia dei problemi veri degli agricoltori e degli Olivicoltori pugliesi”. “Per tutti noi vengono prima e sopra ogni cosa i problemi degli agricoltori, poi le bandiere e le sigle”, ha concluso Spagnoletti Zeuli.

 

 

 

Un movimento popolare composto da olivicoltori e agricoltori pugliesi “messi in ginocchio dalle gelate dello scorso febbraio, dalla xylella e da un gravissimo lassismo politico a tutti i livelli”.

La manifestazione, è stata indetta dal coordinamento dei ‘Gilet arancioni’ ( Agci, Associazione frantoiani di Puglia, Cia, ConfAgricoltura, Confocooperative, Copagri, Italia olivicola, Legacoop, Movimento nazionale Agricoltura e Unapol) al termine di una riunione organizzativa tenutasi a Montegrosso, Andria, per pianificare le prossime iniziative di protesta contro la Regione Puglia e il Governo nazionale.

“La Puglia olivicola – attacca Onofrio Spagnoletti Zeuli, portavoce del movimento – è stata dimenticata dalle istituzioni e messa in ginocchio da gelate, Xylella e da un Psr fermo. È arrivato il momento delle azioni e dei fatti concreti – prosegue – le parole e le promesse, ormai, non bastano più. Gli agricoltori pugliesi sono arrabbiati e pretendono risposte concrete. Con gli agricoltori ci saranno anche gli operai, danneggiati anche loro dalla crisi: oltre un milione di giornate lavorative sono andate in fumo per via delle gelate”.

“Questo – conclude il portavoce – è un problema sociale di dimensioni enormi, una catastrofe che riguarda centinaia di migliaia di famiglie”.

Per il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, “protestare contro il Mipaaft in merito alla questione delle gelate in Puglia dell’inverno scorso, dimostra poca attenzione e conoscenza dei fatti nonché un infondato pregiudizio, noi stiamo intervenendo per sanare errori di altri”.

“L’Agricoltura pugliese e la tutela del reddito degli agricoltori sono tra le nostre priorità” – chiarisce Centinaio, precisando che il ministero “è intervenuto in ‘sanatoria’ poiché per effettuare la declaratoria sulla legge 102 occorreva la delibera della Regione Puglia di delimitazione del territori colpiti da avversità entro 60 giorni dal manifestarsi dell’evento, più eventuali 30 giorni in caso di straordinarietà; cosa che non ha effettuato nei termini perciò stiamo intervenendo per sanare errori di altri”.

Il ministro ricorda poi il lavoro fatto in questi mesi: “abbiamo presentato – dice – un emendamento da inserire nel ‘decreto Morandi‘ ma è stato l’unico ad essere tolto; è stato poi dichiarato inammissibile per materia nella legge di stabilità e nella finanziaria; in tutti i decreti legge ‘Dignità‘, ‘Proroga termini‘ e ‘Semplificazioni‘, abbiamo inserito la norma nella fase di predisposizione dell’articolato ed emendativa di conversione in legge ma e’ stata sempre considerata priva dei requisiti di necessità e urgenza. Era, infine, entrato in ultima bozza del decreto dignità ma è stata tolta anche in questo caso”.

Il Ministero assicura infine Centinaio inserirà “la norma in tutti i provvedimenti perché – sottolinea – siamo al corrente della situazione”.

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