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Giglio, da lunedì scatta l’abbattimento dei mufloni (con i nostri soldi): l’ultima, disperata mossa degli animalisti

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All’isola del Giglio, da lunedì scatterà l’abbattimento dei mufloni ad opera dei cacciatori e con soldi pubblici. C’è però un’ultima, disperata mossa per provare a impedirlo: ecco quale.

All’isola del Giglio, da lunedì prossimo, scatterà l’abbattimento dei mufloni selvatici. Un centinaio di cacciatori, assoldati dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, potranno liberamente sparare alle poche decine di esemplari presenti sull’isola, nell’ambito del progetto Life LetsGo Giglio, finanziato con 1,6 milioni di euro dai cittadini italiani ed europei. Il motivo è che questa specie viene considerata aliena ed invasiva, dal momento che i mufloni erano stati introdotti negli anni ’50 nel tentativo di salvare i pochi esemplari rimasti.

Isola del Giglio, animalisti contro Ente Parco: stop all’abbattimento dei mufloni

Nei mesi scorsi, il Parco dell’Arcipelago Toscano aveva assicurato che i metodi di contenimento dei mufloni non sarebbero stati violenti. Una rassicurazione caduta nel vuoto e giustificata dal fatto che i mufloni causerebbero danni alle coltivazioni agricole. I dati, però, sono piuttosto controversi: l’ente Parco denuncia perdite ingenti per gli agricoltori, ma negli ultimi 19 anni le richieste di indennizzo a causa dei mufloni sarebbero pari ad appena 1.200 euro.

 

Le varie associazioni animaliste sono sul piede di guerra e ora tentano una disperata azione per impedire lo sterminio dei mufloni. La Lega Antivivisezione ha chiesto l’intervento del ministro Cingolani: “Occorre sospendere immediatamente l’operazione così da consentire una puntuale attività di verifica sui contenuti del progetto e sulle modalità di esecuzione dello stesso: non è accettabile che decine di animali vengano massacrati, e con il denaro dei cittadini“. La LAV ha anche aggiunto: “Il rischio è ripetere il grossolano errore commesso dal progetto Resto con Life sull’isola di Pianosa che, a causa della massiccia distribuzione di esche avvelenate, ha determinato l’eradicazione dell’ultimo nucleo di una rarissima sottospecie della lepre europea”.

 

In prima linea c’è anche l’associazione Vitadacani: “Nonostante le intese con il Parco affinché non si procedesse agli abbattimenti, nonostante la disponibilità nostra e di altri enti ad accogliere i mufloni eventualmente catturati, il Parco va avanti con il suo piano per far scomparire anche l’ultimo esemplare di muflone“. La presidente dell’associazione, Sara D’Angelo, ha poi aggiunto: “Cerchiamo di opporci da sempre alle politiche di eradicazione volte a eliminare gli animali definiti ‘alieni invasivi’, come le nutrie o gli scoiattoli grigi. La ricchezza della biodiversità va sempre tutelata, questi animali andrebbero sterilizzati o portati in riserve, ieri abbiamo inviato una diffida all’ente Parco affinché vengano bloccate le uccisioni in programma per lunedì e chiedendo strade etiche e civili. Dopo il Giglio, toccherà ad altre isole“.

Schierata in prima linea anche la Rete dei Santuari di Animali Liberi, che ha invitato tutti i cittadini ad unirsi ad un’ultima, disperata mossa di protesta. L’idea è quella di realizzare un ‘mail-bombing‘, cioè un invio massivo di e-mail agli enti e alle istituzioni interessate per chiedere di bloccare lo sterminio programmato dei mufloni. Si chiede di inviare una mail a questi indirizzi: parco@islepark.it, direzione@islepark.it, help.cse@regione.toscana.it, urp@regione.toscana.it, direttoregenerale@regione.toscana.it, comuneisoladelgiglio@pcert.it, angelo.salsi@ec.europa.eu. E, per conoscenza, anche al MiTe (urp@mite.gov.it e MATTM@pec.minambiente.it).

Qui, di seguito, pubblichiamo un esempio del testo da firmare e da mandare via e-mail (con oggetto “Richiesta di interruzione immediata piano abbattimento dei mufloni presenti sull’Isola del Giglio”):
Salve,
con la presente, chiedo di bloccare immediatamente l’inizio delle procedure di abbattimento dei mufloni dell’isola del Giglio previste per questo lunedì 22 novembre.
La biodiversità e la contaminazione sono una risorsa e una ricchezza da tutelare e preservare, non eliminare in modo cruento.
Quanto intendete attuare è inaccettabile, anacronistico e profondamente ingiusto.
Ci sono alternative come la sterilizzazione o l’istituzione di riserve ove lasciare questi animali liberi e in pace.
O, in ultima analisi, chiedo di proseguire, come dichiarato alle associazioni, con le catture e traslocazioni degli animali senza arrecare loro alcun danno,
Mi aspetto che l’Isola del Giglio, l’Ente Parco e la Regione Toscana intraprendano strade diverse, etiche e civili, degne di luoghi che sono culla della civiltà, della cultura, della bellezza“.

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