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Giappone, oltre 60 morti per il tifone, si continua a scavare nel fango VIDEO

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Il tifone Hagibis che ha devastato le coste del Giappone è ormai alle spalle, adesso si contano i morti e i danni, ma soprattutto si scava nel fango alla ricerca di superstiti.


È arrivata a 66 la conta dei morti del più grave tifone a colpire il Giappone negli ultimi 50 anni, mentre i soccorritori continuano a scavare nel fango e nell’acqua, mentre migliaia di case sono ancora senza energia.

Quindici persone sono ancora disperse, tre giorno dopo il passaggio del Tifone Hagibis che ha colpito il Centro Est del Giappone. Più di 200 persone sono rimaste gravemente ferite dalla tempesta, il cui nome significa “velocità” nella lingua Tagalog.

La conta dei morti più alta è stata a Fukushima, prefettura nord di Tokyo, dove sono esondati gli argini del fiume Abukuma, devastando le città della zona, a prevalenza rurale. Almeno 25 persone sono morte a Fukushima, compresa una madre e un bambino che sono stati presi di sorpresa dalla marea, secondo la NHK. Anche il secondo figlio della donna risulta disperso.

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I residenti di Koryiama, una delle città più grandi di Fukushima, spiegano che sono stati presi di sorpresa dall’inondazione. La polizia sta al momento cercando casa per casa per controllare che nessuno sia stato lasciato indietro o abbia bisogno di aiuto.

Il fiume non è mai esondato così tanto, e alcune case sono state completamente spazzate via. Credo sia il momento di ridisegnare la mappa delle zone a rischio e di riconsiderare i piani di evacuazione“, racconta Masaharu Ishizawa, un insegnante di 26 anni, mentre ripulisce la sua casa dal fango.

Non abbiamo mai visto questa devastazione, e penso che il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici hanno qualcosa a che fare con tutto ciò

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Circa 133mila case sono attualmente senza acqua corrente, mentre sono 22mila quelle senza elettricità, molto di meno delle centinaia di migliaia inizialmente rimaste al buio.

 

I sopravvissuti raccontano come le acque si sono innalzate rapidamente di oltre un metro in un’ora durante la notte, rendendo difficile la fuga verso le zone più altre. La maggior parte dei morti di Fukushima erano anziani, come spiega la NHK, la rete televisiva nazionale.

“Ho controllato la mappa delle zone considerate a rischio ma la mia non era segnata,” racconta Yoshinagi Higuchi, 68 anni, che viveva a circa 100 metri da uno degli argini del fiume, e che è riuscito a scappare mentre l’inondazione arrivava al secondo piano della sua casa.

So che c’è stata un’inondazione qui prima della guerra, ma non ci aspettavamo che l’acqua arrivasse a questi livello.”

Gli abitanti sono stati avvisati dal Sistema di Messaggi Pubblico ( un sistema messaggistico automatico che avvisa tramite sms gli abitanti delle città di possibili calamità, usato principalmente come avviso per i terremoti), che ha consentito alla maggior parte di fuggire in tempo verso la scuola pubblica, dove è stato allestito un dormitorio di emergenza e dove ancora adesso dormono una buona parte degli evacuati.

Nessun funzionario pubblico è ancora venuto a vedere come stiamo” racconta Higuchi.

Fukushima è la sede della centrale nucleare che venne sventrata nel 2011 da un terremoto e dal successivo tsunami. I funzionari della Tokyo Electric Power Co hanno confermato che durante il tifone non c’è stata fuoriuscita di acqua contaminata.

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Il ministro delle Finanze Taro Aso ha dichiarato in una conferenza stampa che sono stati predisposti 500 miliardi di yen (4,6 miliardi di dollari) di fondi pubblici per le operazioni di ricostruzione.

Intanto migliaia di poliziotti, vigili del fuoco e personale militare continuano a cercare sopravvissuti, bloccati nel fango o dalle frane, ma la speranza diminuisce ora dopo ora

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