Territorio

Ghiacciai, un team mette a confronto le immagini del 1980 con quelle attuali

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Un team di ricercatori scozzesi e islandesi ha messo a confronto le fotografie fatte da un volo di ricognizione del 1980 con immagini del presente scattate grazie ai droni: “Un enorme differenza in un lasso di tempo molto ristretto”. Ecco le foto che mostrano come il ghiaccio si sta ritirando negli ultimi anni.

Il progetto coinvolge l’Università dell’Islanda e l’Ufficio Meteorologico Islandese. Vengono prese migliaia di immagini, spesso di aree sovrapposte, e il team utilizza software per trasformarle in modelli in 3D ad alta risoluzione del territorio.

Le foto riguardano l’area sud del ghiacciaio Vatnajökul che copre un’area di circa 7.700 km2. Come spiega il Dr. Kieran Baxter dell’Università di Dundee “abbiamo visto un enorme differenza in un lasso di tempo molto ristretto”.

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Come spiegato dal Dr. Baxter, le immagini del paesaggio vengono riformulate per mostrare il terreno da differenti angolazioni e “in seguito allineiamo le fotografie del 1980 con quelle fatte oggi dal drone” ha aggiunto.

L’obbiettivo del progetto è di sensibilizzare l’opinione pubblica, mostrando come il ghiaccio si stia ritirando negli ultimi anni. L’ufficio meteorologico islandese ha riferito che i ghiacciai si sono sciolti di un’area di circa 750 km2 dal 2000 e continuano in media a perdere circa 40 km2 ogni anno.

Questa estate gli islandesi si sono riuniti per commemorare la perdita del ghiacciaio Okjokull, che ha perso il suo status di ghiacciaio nel 2014 quando è diventato troppo fine per muoversi. Lo scioglimento dei ghiacciai a causa dell’aumento delle temperature è un problema globale.

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L’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) ha riportato che i ghiacciai più piccoli in Europa, Africa, Ande ed Indonesia sono in procinto di perdere più dell’80% della propria massa entro il 2100 se le emissioni di carbonio dovessero continuare a salire.

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Questo potrebbe risultare in un innalzamento delle acque e avere conseguenze enormi per milioni di persone, come avverte l’ONU.

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