LA GESTIONE PRIVATA DELL’ACQUA HA FALLITO. LE ESPERIENZE EUROPEE LO DIMOSTRANO

Acqua.  Parigi, Berlino e Regno Unito.

Tre importanti esempi di gestione privata dell’acqua fallimentare, contenuti nell’analisi di Emanuele Lobina, ricercatore di Public Service International Research Unit dell’Università di Greenwich, presentata in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati (dove è in discussione la legge per la gestione pubblica e partecipata del ciclo delle acque).

Nella capitale francese, la gestione privata aveva portato ad un aumento delle tariffe del 174%, mentre il passaggio della gestione all’azienda pubblica Eaux de Paris (soggetto analogo alla nostra azienda speciale), ha prodotto un calo delle tariffe ed alti livelli di investimenti.

Stessa situazione per Berlino, che grazie ad un referendum cittadino con conseguente ripubblicizzazione del servizio idrico, ha portato ad una riduzione del 17% delle tariffe.

Per non parlare del disastroso esperimento di privatizzazione nel Regno Unito che ha prodotto una nuova forma di povertà: quella delle persone che non possono più pagare l’acqua.

“Tutto questo – afferma la capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente alla Camera Ilaria Fontana – ci conferma che la legge che approveremo, sulla quale lavora dalla scorsa legislatura in particolare la collega in commissione Ambiente Federica Daga, dovrà porre particolare attenzione alla fase della transizione dal sistema attuale alla gestione pubblica, fissando tempi congrue e fissando con anticipo le diverse fasi”.

Anche per il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua, “la nuova legge, affidando la gestione del servizio ad aziende giuridicamente pubbliche, produrrà un modello di gestione dell’acqua innovativo, efficiente, democratico e partecipato, un servizio industriale rispettoso dell’ambiente, dei diritti degli utenti e dei lavoratori, rendendo il servizio idrico pubblico ed essenziale: un diritto garantito dallo Stato, come l’istruzione e la salute”.
“Il sistema di gestione completamente pubblico – aggiungono i rappresentanti del Forum – porterà una diminuzione delle tariffe medie stimata tra il 20 e il 30%, eliminando ogni profitto e altri costi inutili, e sottrarrà le competenze ad Arera, l’Autorità di regolazione, che ha di fatto cancellato il referendum, ha aumentato le bollette e non ha tutelato né il servizio né gli utenti, favorendo le aziende che dovrebbe controllare”.

 

 

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