La sezione tedesca di Greenpeace ha annunciato di aver fatto causa a Volkswagen. Secondo gli attivisti della ong, la casa automobilistica ha alimentato la crisi climatica, rifiutando di attuare un piano di decarbonizzazione.

Greenpeace, in Germania, fa causa a Volkswagen. La casa automobilistica tedesca, il secondo produttore al mondo, è accusata infatti di aver alimentato la crisi climatica, dopo aver rifiutato la richiesta della ong per un rapido piano di decarbonizzazione. Volkswagen, poco più di un mese fa, si era rifiutata di ridurre più velocemente le emissioni di CO2 e di abbandonare i veicoli a combustione interna entro il 2030.

 

L’obiettivo 1,5°C è a rischio, ma mentre le persone soffrono per gli impatti del cambiamento climatico, le emissioni del settore dei trasporti continuano ad aumentare” – ha spiegato Martin Kaiser, direttore esecutivo di Greenpeace in Germania – “Le compagnie automobilistiche come Volkswagen devono assumersi le proprie responsabilità e agire molto più in fretta per decarbonizzare le loro attività“.

 

Insieme a Greenpeace, a fare causa (presso il tribunale di Braunschweig) ci sono anche alcuni attivisti di Fridays for Future. L’obiettivo è di ripetere quanto accaduto in Olanda con Shell, condannata dalla giustizia all’adozione di azioni più ambiziose per fronteggiare la crisi climatica. In Germania, la sezione nazionale di Greenpeace sta sostenendo anche un’altra causa contro Volkswagen: l’aveva presentata un agricoltore tedesco, sulla base di una sentenza della corte costituzionale di Karlsruhe dell’aprile scorso, quando era stato stabilito il diritto fondamentale, per le generazioni future, alla protezione del clima.

 

Tra meno di un mese Volkswagen definirà il piano di investimenti per i prossimi cinque anni. Nonostante le pressioni degli ambientalisti, la casa tedesca ha intenzione di continuare a produrre nuovi veicoli con motore a combustione interna, da vendere almeno fino al 2040. Secondo le stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea), per rispettare il target dell’Accordo di Parigi, Volkswagen dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 65% entro il 2030 e rispetto al 2018, eliminando quindi i motori tradizionali entro il 2030. “Se la nostra causa dovesse avere successo, stimiamo una riduzione di oltre due miliardi di tonnellate di CO2 emesse rispetto agli attuali piani di Volkswagen“, spiegano da Greenpeace Germania.

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