Politica

GENTILONI: “L’ITALIA E’ RIPARTITA, IL GOVERNO C’E’ E NON TIRERA’ REMI IN BARCA”

Condividi

Gentiloni: “L’Italia è ripartita, il Governo c’è e non tirerà i remi in barca”. L’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra, ed ora non è più il fanalino di coda della Ue – dice il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante la consueta conferenza di fine anno.

Ma – aggiunge – “c’è poco da rallegrarsi, basti pensare ai giovani, al Sud, al tasso di occupazione generale ancora bassissimo, alle donne, al precariato. Tutto questo ci dice quanto bisogna insistere e quanto ci sia poco da scherzare nei prossimi anni”.

In conferenza stampa, il premier traccia un bilancio dell’anno appena passato e di fine Legislatura.

Pochi annunci – dice – e molte decisioni” e parte dall’ultimo atto, la manovra finanziaria: “Abbiamo accompagnato la crescita rispettando le regole e non aumentando le tasse, il deficit si è dimezzato, abbiamo recuperato un milione di posti di lavoro, anche se la maggior parte a tempo determinato. Cifre record, infine, per l’export”.

Nel suo discorso, Gentiloni un passaggio lo dedica alle banche e rivendica l’operato del Governo sulla crisi che le ha colpite, spiegando che “si sono evitate le conseguenze di una crisi di sistema, senza regalare soldi”.

Rivendica poi la svolta sui migranti, sia per quel che riguarda l’accoglienza sia per la lotta agli scafisti.

Un appello poi per cercare di sbloccare lo scontro sull’Ilva:”Penso che abbia ragione il governo e mi sono rivolto in modo istituzionale e rispettoso a Emiliano e al sindaco di Taranto. Confidavo nel Natale perché è cosa enorme con 14mila posti di lavoro e miliardi per le bonifiche. La mia richiesta, che rinnovo, è di ritirare il ricorso per evitare che la situazione arrivi a punti di crisi gravissimi in termini occupazionali e ambientali. Ma sono certo che troveremo una via d’uscita”.

Capito incompiuto, ma storico, quello dei diritti: “l’anno scorso le unioni civili, quest’anno il reato di tortura, la legge sui minori non accompagnati, la legge sulla violenza nelle donne, il biotestamento. Da 16 anni ne sentivo parlare e sono contento di aver fatto parte dei governi che li hanno approvati”, ha concluso.

E sullo Ius Soli: “Ci ho provato, perché penso che sia una norma utile. Ma non avevamo i numeri. E il modo migliore per archiviarlo definitivamente era quello di farlo bocciare“.

Il Presidente Gentiloni si dice soddisfatto di aver avuto una conclusione ordinata della Legislatura: “Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un momento molto delicato per l’economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava e riprendendo fiato ed in alcune regioni stava rimettendosi a correre – ha spiegato il premier – sarebbe stato grave, devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori. Non dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora deve essere il primo impegno della prossima legislatura, sarebbe da irresponsabili non impegnarsi. Siamo all’inizio di questo percorso. C’è molta strada da fare. Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del Pd, ma non abbiamo tirato a campare”.

“Ora – conclude – si deve rispettare il ruolo e la regia del capo dello Stato per i passaggi che ci attendono. La Costituzione parla chiaro, le decisioni spettano a Mattarella“.

“Ma il governo – assicura – non tira i remi in barca e governerà”.

Quanto all’imminente campagna elettorale, spiega che darà il suo contributo a quella del Pd e sulla scissione dem osserva che bisogna avere a cuore la sinistra di governo, e che non sempre promuovere divisioni porta successo.

“Naturalmente – ha ancora spiegato – oltre a svolgere il mio ruolo fondamentale di presidente del Consiglio sia pure in un contesto di campagna elettorale e di camere sciolte, darò il mio contributo alla campagna elettorale del Pd“.

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago