“Mi sento di escludere di proporre sconosciuti, esperimenti. Roma non si può permettere esperimenti con sconosciuti. Magari validissimi esperti in altri campi, ma che non hanno requisiti per governare una città difficilissima come Roma”. Intervista a Massimo Gasparri, coordinatore romano di Forza Italia. A cura di Alessandro Di Liegro.

Ancora non c’è una data per le amministrative (“Il presidente Mattarella è stato chiaro e dettagliato nel parlare di campagna elettorale. Se non si può votare per le politiche, com’è possibile votare per le amministrative”?) ma il senatore Maurizio Gasparri, coordinatore romano di Forza Italia, è già al lavoro per stilare gli elenchi e, soprattutto per trovare il candidato ideale dell’intera coalizione di centrodestra: “Abbiamo avanzato ipotesi politiche e tecniche, ma siccome anteponiamo l’unità della coalizione a qualsiasi altra esigenza, non vogliamo far precipitare gli eventi. Aspettiamo che tutti gli alleati maturino una condivisione”.

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Provando a fare qualche nome, chi potrebbe avere la personalità e i gradi per una sfida così grande com’è quella di amministrare una città come Roma? “Nell’area di Forza Italia abbiamo diverse personalità che potrebbero affrontare la prova, il sottoscritto, Tajani, Barelli come politici ma anche persone come Bertolaso, visto che molti dicono che sia meglio la società civile che i politici. Alcuni sono d’accordo come Salvini, la Meloni ha posto qualche dubbio, ma non ha ritenuto di proporre la sua candidatura. Ha detto che in questa fase le attività del suo partito sono prevalenti. Avremmo accettato una sua disponibilità”.

Qual è la caratteristica che l’ideale candidato di centrodestra deve avere? “Mi sento di escludere di proporre sconosciuti, esperimenti. Roma non si può permettere esperimenti con sconosciuti. Magari validissimi esperti in altri campi, ma che non hanno requisiti per governare una città difficilissima come Roma che esce da un’esperienza devastante che è quella dell’ignoranza grillina, ma che anche nel passato ha avuto scossoni e problemi, non solo nell’ultimo quinquennio quindi, ma tutta l’ultima fase della vita romana molto difficile” prosegue il senatore Gasparri.
Ma lei se la sentirebbe di diventare sindaco di Roma? “Nessuno si autocandida. Lo fanno i presuntuosi. Se mi chiede “lei avrebbe le potenzialità per fare il candidato”?, sarei ingeneroso verso me stesso se dicessi di no. Ma non ci si autocandida e preferisco la convergenza di coalizione.

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Tra i nomi proposti, quindi, in quale si riconoscerebbe? “Sulla candidatura di Bertolaso mi riconoscerei. La Meloni sarebbe la prima opzione. Diciamo che come coordinatore romano di Forza Italia non sarei disponibile a esperimenti e a sostenere persone sconosciute. Di fronte al nome del candidato la gente dovrebbe dire “AH” come consapevolezza di chi ha di fronte. Se invece dicono “CHI”? Non si può candidare”.

Eppure l’attuale sindaco di Roma, Virginia Raggi, cinque anni fa non era così conosciuta: “Lì non vinse la Raggi, hanno perso gli altri. Ci fu un momento di rivolta nella politica, lo stesso motivo per cui oggi non prenderebbero di nuovo il 33%. E’ stato un esperimento, ed ecco perché oggi nessuno voterebbe più uno sconosciuto, perché ha votato la Raggi. Non è stata eletta lei. C’è stato un moto popolare che non ha premiato la Raggi, ma ha bocciato gli altri. Oggi quel fallimento dimostra che non puoi andare. Il centrodestra può vincere ma non ha un favore popolare tale per cui candidiamo lei, con tutto il rispetto. Oggi non è tempo di “chi”? Ma è tempo di “Ah” conclude Gasparri.

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