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Golfo del Messico, il mare in fiamme per cinque ore dopo l’incendio del gasdotto

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Una rottura del gasdotto sottomarino di Petroleos Mexicanos, l’azienda petrolifera statale messicana, ha causato un incendio sulla superficie delle acque del Golfo del Messico vicino alla piattaforma di Ku-Charly.

La rottura del gasdotto è avvenuta a circa 140 metri dalla piattaforma Ku-Charly, situata nel campo petrolifero di Ku-Maloob-Zaap nella Baia di Campeche, nel sud del Golfo del Messico.

La città più vicina è Ciudad del Carmen, a circa 105 chilometri di distanza.

L’incendio, che ha bruciato il mare per cinque ore venerdì scorso, è stato spento senza che ci fossero feriti.

 

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Pemex, il nome con cui viene abitualmente chiamata l’azienda petrolifera, ha inviato delle imbarcazioni specializzate per il controllo degli incendi in mare per spegnere il fuoco con getti d’acqua e azoto dall’alto.

L’azienda petrolifera ha comunicato di aver chiuso le valvole del gasdotto, interrompendo la dispersione del gas cinque ore dopo l’inizio della perdita.

Un rapporto sull’incidente inviato da una fonte anonima all’interno di Pemex all’agenzia di stampa Reuters che lo ha diffuso, spiega che tutto è iniziato con un temporale che ha danneggiato i macchinari della piattaforma.

 

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Al momento non è chiaro quali potranno essere i danni ambientali provocati dall’incendio sulla superficie dell’oceano e dalla perdita di gas in acqua.

Il campo petrolifero di Ku-Maloob-Zaap è il più grande controllato da Pemex. Produce infatti più del 40% dei suoi quasi 1,7 milioni di barili di greggio giornalieri.

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