A causa delle tensioni internazionali è stato rilanciato il progetto EastMed-Poseidon anni dopo l’autorizzazione formale. Porterebbe in Italia 12miliardi di metri cubi di gas all’anno

Il progetto ufficiale è stato approvato tempo fa ma soltanto oggi il futuro di EastMed-Poseidon sembra portare verso la sua reale realizzazione.

Si tratta di un gasdotto lungo 1900km che porterebbe (il condizionale è d’obbligo) gas a Otranto partendo da Israele passando per la costa di Cipro, il pezzo di mare tra Turchia ed Egitto per poi entrare in territorio greco e, da lì, in Puglia.

Un tubo che correrebbe parallelo al Tap e porterebbe in Italia tra i 10 e i 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Un quantitativo preziosissimo in tempi di crisi energetica e tensioni internazionali.

Ma c’è un problema, anzi due. Il primo è che sebbene il progetto per la sua realizzazione è pronto e autorizzato da un decennio, nella pratica la società che deve costruirlo non ha mai fatto partire i lavori.

Il secondo problema è che se pure alla fine questa volta i lavori partiranno – spinti dalla la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento energetico e uscire dalla morsa russa – per l’entrata in funzione bisognerà aspettare almeno tre o quattro anni.

“Quattro anni sono un tempo ragionevolmente breve, visto che avremo bisogno di gas naturale ancora per tanti anni”, ha dichiarato Nicola Monti, l’Ad di Edison (che rappresenta la parte italiana della Igi Poseidon, la società del tratto greco-italiano di cui fa parte anche l’ellenica Depa).

Ma quattro anni sono troppo tempo per poter dire addio nell’immediato al gas di Mosca.

Sul gasdotto Poseidon il tempo stringe

Il gasdotto Poseindon – che approderà a circa 20 chilometri più a sud del Tap, il gasdotto che nel 2021 ha trasportato in Italia 7,2 miliardi di metri cubi – piace a chi crede che non si possa rinunciare nei prossimi decenni al gas naturale e quindi, vista la necessità di smarcarsi da Mosca, non vede altre soluzioni che questa.

I tempi per iniziare i lavori, però, sono stretti. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolano ha firmato qualche mese fa l’ultima deroga all’autorizzazione alla costruzione che prevede che i lavori comincino al massimo entro il 2023 e che finiscano circa due anni dopo. Ma i tempi di realizzazione previsti sono almeno il doppio quindi prima si apre il cantiere, meglio è.

Il progetto Eastmed-Poseidon rappresenta “un’opzione addizionale” alle forniture attuali, ha dichiarato Fabrizio Mattana, responsabile Gas Asset di Edison.

L’infrastruttura “potrebbe esportare in una prima fase dieci miliardi di metri cubi, quindi un’opportunità, un’opzione di export addizionale alle altre che comunque Israele avrebbe. Quando si parla di questi progetti è giusto inquadrarli non come una competizione ai progetti alternativi, ma come a un’opzione addizionale per esportare gas israeliano verso l’Europa che non toglie ai produttori le altre vie di esportazione che sappiamo sono prese in considerazione”, ha concluso Mattana.

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