Gas, Alexandre Del Valle: “Suicidio Ue a vantaggio della Russia”

I motivi per cui la strategia di indipendenza dal gas russo rischia di essere controproducente dal punto di vista economico e ambientale. 

La strategia europea di rendersi indipendente dal gas russo, a due anni esatti dall’invasione dell’Ucraina, rischia di rivelarsi controproducente dal punto di vista economico ma anche ambientale. Ne è convinto Alexandre Del Valle, esperto di geopolitica e docente universitario dell’Ipag Business School di Parigi e della Luiss.

La Russia ha capito che non c’è più niente da aspettarsi dall’Occidente e sta rimpiazzando i gasdotti Nord Stream 1 e 2, che sono stati sabotati da un commando ucraino-polacco con l’aiuto della CIA (ora ci sono anche delle prove). Per questo stanno puntando tutto sul nuovo gasdotto Power of Siberia 2” – ha spiegato il professor Del Valle, ospite di Andrea De Angelis a Piazza del Popolo – “Con questo nuovo gasdotto, possono raddoppiare i profitti vendendo il gas alla Cina. Poi c’è da considerare la situazione che riguarda il gas liquefatto, trasportabile con le navi, che è ancora comprato dall’Europa“.

L’Ue ha vietato il gas più ecologico, quello via gasdotto. I rigassificatori e le navi sono molto inquinanti e costosi ma l’Europa ha scelto questa strada. Il gas russo è vietato solo tramite gasdotto, ma quello naturale liquefatto viene ancora comprato. La Russia, nel 2023, ha guadagnato più soldi che prima della guerra” – ha aggiunto il docente universitario – “Noi continuiamo a finanziare la guerra in Ucraina perché compriamo ancora il gas russo, ma pagandolo di più perché ci riforniamo tramite gli intermediari. Siamo ipocriti, e lo stesso accade con il petrolio russo: lo compriamo dall’India che si occupa di raffinarlo“.