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La co-portavoce nazionale di Europa Verde: “Vince la Russia, perdono i cittadini europei”.

Gas e nucleare saranno inseriti nella tassonomia Ue delle fonti sostenibili. Il Parlamento europeo ha bocciato infatti la risoluzione di rigetto. Con 328 voti contrari, 278 favorevoli e 33 astenuti, passa così l’atto delegato della Commissione europea. Per approvare la risoluzione di rigetto serviva la maggioranza assoluta, di 353 europarlamentari.

Von der Leyen: “Gas e nucleare servono per la transizione”

Se l’atto delegato sulla tassonomia fallirà non ce ne sarà un secondo” – aveva ammonito Ursula von der Leyen – “Sono stata molto chiara anche con il Consiglio Ue, gas e nucleare servono per la transizione“.
Dopo il voto, a Strasburgo hanno manifestato sia i favorevoli che i contrari all’inserimento di gas e nucleare nella tassonomia ‘verde’ dell’Unione europea. A protestare Legambiente, Greenpeace, Fridays for Future, Wwf e Banca Etica.

 

 

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Eleonora Evi: “Il Green Deal è morto”

Durissimo il commento di Eleonora Evi. “Una certa politica è miope e suddita delle lobby del fossile. Ancora una volta si antepone il profitto alla salute dei cittadini e alla tutela del pianeta. Il Green Deal è morto” – spiega l’europarlamentare e co-portavoce nazionale di Europa Verde – “Vince la Russia, con le aziende strettamente legate al Cremlino, come Gazprom e Lukoil, che sono riuscite a influenzare le decisioni della Commissione. Avallate ora anche dal Parlamento europeo, l’unico organo Ue votato direttamente dai cittadini, ma di cui oggi non hanno ascoltato le istanze. Con il gas fossile in tassonomia, la Russia ricaverà fino a 4 miliardi di euro in più all’anno“.

 

 

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Greenpeace alla von der Leyen: “Ci vediamo in tribunale”

Intanto, Greenpeace ha annunciato un’azione legale contro la Commissione europea, rivolgendosi così a Ursula von der Leyen: “Ci vediamo in tribunale“.
Questa, oltre ad essere un favore allo sforzo bellico della Russia, è la più grande operazione di greenwashing della storia e non la tollereremo. Porteremo la Commissione europea in tribunale, vogliamo vere soluzioni alle crisi ambientali e climatiche e non vogliamo dare soldi pubblici ad autocrati e oligarchi” – spiega Greenpeace – “L’atto delegato della Commissione viola le leggi della stessa Ue. Non ci fermiamo qui e saremo insieme a chiedere ciò che è giusto: fondi per le energie rinnovabili“.

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