Garigliano, in costruzione il deposito rifiuti radioattivi

Il deposito temporaneo, che ospiterà solo i rifiuti provenienti dalla stessa ex centrale nucleare, dovrebbe diventare operativo nella seconda metà del 2026. 

Un Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, seppur necessario, ad oggi appare un’utopia. Anche e soprattutto per le resistenze dei singoli territori inclusi nella Carta nazionale delle aree idonee. Intanto, però, Sogin, l’azienda che si occupa di decommissioning per le vecchie centrali nucleari italiane, procede a realizzare dei depositi temporanei nei singoli impianti.

È il caso, ad esempio, della centrale del Garigliano, nel territorio di Sessa Aurunca (Caserta). Sogin ha annunciato di aver iniziato la realizzazione della soletta di fondazione della nuova struttura, che consentirà di ospitare in sicurezza 1.800 m³ di rifiuti radioattivi a bassa e media attività, tutti provenienti dallo smantellamento dei sistemi e dei componenti del reattore dell’ex centrale nucleare nel Casertano.

Il deposito temporaneo avrà una pianta rettangolare di 70 metri per 18 e un’altezza di 13 metri, con una volumetria complessiva di circa 16.500 m³. Al suo interno, infatti, oltre allo spazio per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, ci sarà un’area operativa di movimentazione e un corpo servizi dotato di tutti gli strumenti per il deposito, la movimentazione in remoto dei contenitori e il controllo. L’ultimazione dell’opera è prevista per giugno 2025, poi scatterà la fase di collaudo che dovrebbe chiudersi entro i primi sei mesi del 2026, subito prima dell’effettiva entrata in funzione.