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G8 di Genova, 20 anni dopo: la città si ferma per ricordare Carlo Giuliani

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G8 di Genova, 20 anni dopo: la città si ferma per ricordare la morte di Carlo Giuliani, ma anche le torture della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto.

Due giorni di eventi, con gli stessi protagonisti di 20 anni fa. La città di Genova diventa il teatro delle commemorazioni per Carlo Giuliani e per non dimenticare le torture della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto durante i giorni del G8. Proprio oggi ricorre l’anniversario della morte di Carlo Giuliani, ucciso da un proiettile esploso dal carabiniere Mario Placanica durante gli scontri in piazza Gaetano Alimonda. Quella piazza che poi, seppur non ufficialmente, sarebbe stata intitolata proprio al giovane ucciso.

A Genova, in questi giorni, ci sono i protagonisti (loro malgrado) di ciò che accadde vent’anni fa. Diversi gli eventi tenuti negli ultimi due giorni, a cui hanno partecipato anche il padre di Carlo, Giuliano Giuliani, ma anche Mark Covell, il giornalista inglese che all’epoca aveva 33 anni e che finì in coma dopo essere stato massacrato all’interno della scuola Diaz. Ci sono poi i rappresentanti dei movimenti che, in quel luglio del 2001, partirono da tutta Italia e da tutta Europa alla volta di Genova.

Chi dice che il movimento è nato e morto durante il G8 sbaglia, riprendere quella sfida e uscire dall’economia del profitto sono parole e slogan validi ancora oggi e ricordano quelle di don Andrea Gallo, il prete degli ultimi” – spiegano oggi i rappresentanti di Attac Italia – “La partita è tra la Borsa e la vita, noi scegliamo la vita. Siamo pronti a una grande mobilitazione in autunno dopo la riunione del G20 di Roma, per dire loro che non possono decidere i destini del mondo“.

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