G7 Ambiente, firmata la Carta di Metz sulla biodiversità

G7 Ambiente. Nello stesso giorno in cui l’IPBES, la Piattaforma intergovernativa promossa dall’Onu sulla biodiversità, diffonde il Rapporto con il quale lancia l’allarme estinzione per oltre un milione di specie animali, i ministri dell’Ambiente del G7 siglano la “Carta di Metz sulla biodiversità”.

La Carta è stata firmata anche dal ministro degli Usa, Andrew Wheeler, che ha richiesto che fosse inserito un paragrafo dove si ribadisce l’intenzione americana di ritirarsi dall’Accordo di Parigi sul clima.

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I paesi firmatari, si legge nel documento lungo 12 pagine, s’impegnano ad “accelerare e intensificare i loro sforzi per mettere fine alla perdita di biodiversità, incoraggiare l’impegno di altri attori, sostenere l’elaborazione e la messa in opera di un quadro mondiale post-2020 per la biodiversità”.

“La perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi, dovuti ad attività umane non durevoli – spiegano i ministri del G7 – costituiscono allo stesso tempo un problema ambientale e uno socio-economico che colpiscono il benessere umano”.

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Presentando il documento alla conferenza stampa finale, il ministro francese della Transizione ecologica, Francois De Rugy, ci ha tenuto a specificare come “la Carta di Metz sulla biodiversità permette di dare una prima risposta concreta e rapida alla pubblicazione del rapporto dell’Ipbes”.

Secondo il Rapporto IPBES, frutto di tre anni di lavori scientifici di 145 scienziati provenienti da cinquanta Paesi, la riduzione degli habitat, lo sfruttamento delle risorse naturali, il cambiamento climatico e l’inquinamento sono i principali responsabili della perdita di biodiversità e minacciano di estinzione più del 40% degli anfibi, il 33% delle barriere coralline e oltre un terzo dei mammiferi marini.

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“Siamo arrivati a un comunicato comune – ha aggiunto De Rugy – c’è una differenza di approccio con i nostri amici americani sul clima, ma io li ringrazio di aver accettato di lavorare con noi. C’è soltanto un paragrafo particolare per gli Stati Uniti”.

Al paragrafo 26, la Carta afferma che “gli Stati Uniti ribadiscono la loro intenzione di ritirarsi dall’Accordo di Parigi e riaffermano la loro ferma volontà di promuovere la crescita economica, la sicurezza e l’accesso energetico e la protezione dell’ambiente”.

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Tuttavia, gli Usa “riaffermano il loro impegno a riesaminare l’insieme dei modelli che riflettono al meglio lo stato attuale delle scienza del clima, per chiarire le loro decisioni politiche”.

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