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BERGAMO. G7 AGRICOLTURA, TRA LE PROTESTE, L’OTTIMISMO DEL MINISTRO MARTINA

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Bergamo. G7.  Al grido di “Globalizziamo la lotta, globalizziamo la speranza” alcune centinaia di manifestanti  nel pomeriggio di ieri, domenica 15 ottobre, a conclusione dei lavori del G7, hanno invaso le strade di Bergamo per il corteo “No G7″.

“Terra, cibo, lavoro e dignità” organizzato da “Rete bergamasca alternativa al G7” promossa da quasi tutti i gruppi della sinistra bergamasca.

Questa protesta di base, sabato 13 era stata preceduta, dalla protesta dei trattori, scesi in piazza su iniziativa della Coldiretti con le richieste di stop alla speculazione sul cibo e di sostegno alle politiche per le produzioni locali. Con loro anche la pecora Vicky, assunta a simbolo del summit.

A detta di Ettore Prandini, presidente regionale Coldiretti, “Le sue caratteristiche di resistenza, caparbietà, sostenibilità ambientale e adattabilità ne fanno l’emblema dell’agricoltura che vince nel tempo della globalizzazione restando radicata nel territorio, sostenendo le economie locali e assicurando una costante attività di tutela rispetto ai rischi di dissesto idrogeologico”.

E se le proteste si sviluppavano a Bergamo “bassa”. Nella Bergamo “alta” sono proseguiti i lavori inaugurati da Maurizio Martina, ministro per le Politiche agricole che ha garantito il massimo sforzo a “Tutela  nei confronti di contadini, allevatori, pescatori e del loro reddito, a fronte dell’impatto che i cambiamenti climatici esercitano sui modelli agricoli familiari” Martina ha anche assicurato “impegno e responsabilità a tutti gli attori internazionali” sul tema della fame.

Alla fine dei lavori, è stata stilata una Carta di Intesa, sugli obiettivi da perseguire che avranno queste linee guida:

Tutela del reddito dei produttori dalle crisi climatico ambientali, con specifico mandato alla Fao. Più cooperazione agricola con l’Africa. Maggiore trasparenza nei prezzi del cibo.

Combattere e battere lo spreco alimentare. Tracciabilità per sistemi produttivi territoriali.

In occasione del G7, infatti, è stata  aperta un’indagine Coldiretti-Ix è sui principali obiettivi: sicurezza alimentare, tutela dei consumatori (33%), difesa dei sistemi agricoli locali (32%), lotta alla fame nel mondo (24%) e sostegno degli scambi commerciali (7%), con mancata risposta del restante 4%.

Va anche detto però dello scetticismo che ha circondato questo vertice, tanto che una indagine ha mostrato che l’Italia risponde divisa praticamente a metà: il 46% che lo giudica utile, il 31% inutile, l’8% addirittura dannoso mentre il 15 % non risponde.  Tra gli altri dati raccolti, poco rassicuranti sono quelli del rapporto Oxam, che lamenta l’insufficienza degli stanziamenti da parte dei paesi donatori per sostenere i piccoli agricoltori rappresentanti il 60% delle persone che soffrono la fame nel mondo; quelli del Cesvi sull’allarmante livello di fame ed insicurezza a livello globale in 52 Paesi.

Molto soddisfatto invece, a conclusione dei lavori, il ministro Maurizio Martina che ha ribadito l’impegno comune per arrivare a “500 milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030”.

 

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