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G20, a Napoli tre giorni di eventi e confronti. Cingolani: “Nessuno resti indietro”. Scattano le prime proteste

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G20, a Napoli tre giorni di eventi e confronti. Nell’anno di presidenza italiana, assumono rilievo le dichiarazioni di Roberto Cingolani ma non mancano le proteste.

Tutto pronto a Napoli per la tre giorni del G20 Ambiente, Clima ed Energia. Diversi gli eventi e gli incontri organizzati da associazioni riconosciute ufficialmente dal programma All4Climate Italy del Ministero per la Transizione ecologica. Gli eventi principali saranno tre: appuntamento il 22 luglio a Napoli e il 23 e 24 a Pollica. Tra gli organizzatori c’è anche il Future Food Institute, presieduto da Sara Roversi. “Il nostro obiettivo è promuovere e valorizzare il ruolo del cibo all’interno delle tematiche del G20, per la sua importanza culturale, sociale, istituzionale e ambientale” – spiega Sara Roversi – “Nel nostro Campus internazionale Paideia su ecologia integrale e dieta mediterranea, porteremo decine di esperti da tutto il mondo e ospiteremo anche il direttore generale della Fao, nostro principale partner per il programma su cibo, clima e innovazione. Uniamo così l’attivismo della società civile, la responsabilità imprenditoriale italiana e la politica internazionale, per generare un impatto significativo e garantire la costruzione di un futuro corale e sostenibile“.

G20 Ambiente, Clima ed Energia a Napoli dal 20 al 23 luglio. Programma e incontri

Il 22 luglio il Future Food Institute, insieme alla Città della Scienza, proporrà una serie di eventi sulle complesse relazioni tra cibo e ambiente, sullo sviluppo sostenibile a livello mondiale e sulle soluzioni della scienza per ridurre l’impatto ambientale e frenare il cambiamento climatico. Il 23 luglio verrà invece affrontato nel dettaglio il tema del clima, insieme ai tre pilastri del G20 nel suo insieme: persone, pianeta e prosperità. A Pollica verrà affrontato il tema delle disuguaglianze in materia di salute, istruzione, occupazione e sviluppo umano. Per un mondo più sicuro e sostenibile, infatti, va ripristinato l’equilibrio tra uomo e natura, anche attraverso il consumo e la produzione, la gestione sostenibile delle sue risorse naturali e l’adozione di misure urgenti sui cambiamenti climatici, in modo che possa supportare le esigenze delle generazioni presenti e future.

Il Future Food Institute, in collaborazione con Dole, presenterà anche in anteprima mondiale la ricerca ‘Nutrition for All’. Un white paper che prova a rispondere ad un quesito delicato, quello di garantire l’accesso a una nutrizione di qualità per tutte le persone, senza distinzioni e senza compromettere i mezzi di sussistenza di piccoli agricoltori e il nostro pianeta. Allo studio hanno partecipato accademici e professionisti. Tra gli altri appuntamenti, ci saranno dibattiti su come affrontare le disuguaglianze e promuovere le pari opportunità nella salute, nell’istruzione, nell’occupazione e nello sviluppo umano, iniziando dai gruppi più vulnerabili. Per costruire società più resilienti, non è infatti possibile sottovalutare i rischi che sta affrontando la Terra.

In vista del G20 Clima, Ambiente ed Energia, ha parlato anche Roberto Cingolani, in un’intervista a Il Mattino. “Mi rendo conto che le scelte che dobbiamo fare, seguendo i parametri internazionali, sono molto complicate. Ma ricordo a tutti che la Transizione deve essere giusta, senza lasciare nessuno indietro, come hanno espressamente affermato l’Onu e la Commissione europea” – spiega il ministro della Transizione ecologica – “Conciliare la sostenibilità con l’imperativo categorico dell’ambiente è la nostra missione e sappiamo che sarà difficile. Trasformazioni così grandi mettono in discussione un intero sistema sociale, per questo è fondamentale proteggere le categorie più deboli ed evitare che decine di migliaia di persone perdano il lavoro. Ci sono nove anni fino al 2030, per evitare che ciò accada, e non posso pensare che ci sia qualcuno che non lo condivida“. Cingolani, poi, aggiunge: “Le difficoltà sono inevitabili, perfino normali, perché più ampia è la platea dei partecipanti, più si deve lavorare per trovare un accordo. Lo si sta facendo anche in queste ore, sono convinto che alla fine si troverà una sintesi“.

Non mancano però le proteste dei movimenti. Già ieri, un gruppo di attivisti della rete Bees Against G20 è stato protagonista di un blitz pacifico a Palazzo Reale: “Napoli non poteva rimanere silente di fronte a questa vergognosa pagliacciata, crasso tentativo di propaganda green da parte di quei Paesi che più di tutti hanno contribuito al modello di sviluppo malato che ha devastato il pianeta“. Questi gli striscioni esposti durante il blitz da attivisti di Salviamo il Pianeta: “Il G20 balla sul Titanic”, “Jatevenne!”, “Giustizia Ambientale, Giustizia Sociale” e “Stop greenwashing – basta combustibili fossili” Previste diverse contromanifestazioni, con l’Ecosocialforum che ospiterà personalità come Vandana Shiva e accademici da tutto il mondo, prima della manifestazione che il 22 luglio partirà alle 16 da piazza Dante.

Il G20 non si svolge a Palazzo Reale, ma sul Titanic, con una élite di governi, in alcuni casi autentiche dittature, che decidono per conto delle grandi multinazionali sulla sorte di miliardi di persone trattate più da sudditi che da cittadini. Chi ha creato il problema del resto non costruirà le soluzioni: siamo tutte e tutti invece la terza classe, che affonderà insieme ai potenti del mondo se non sapremo ribellarci ai loro interessi e far prevalere dal basso quelli dell’umanità tutta” – le dichiarazioni degli attivisti – “Le scelte del G20 su una crisi ambientale, che è anche sociale e che diventa sempre più irreversibile, sono solo un’ipocrita mano di pittura verde che non tocca la sostanza del problema, la messa in discussione di un modello di sviluppo distruttivo per l’uomo e la natura, ma anzi cerca di specularci sopra. Gli obiettivi sulla riduzione di CO2, già inadeguati, vengono continuamente spostati in avanti negli anni per non toccare i profitti, mentre invece la degenerazione climatica e ambientale accelera. Rispetto al G8 di Genova non è cambiato nulla, se non che i dati della crisi climatica e sociale sono sempre più gravi“.

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