È iniziato a Roma il G20, vertice con le 19 nazioni più industrializzate insieme all’Unione Europea. Draghi esorta a rimanere uniti su clima, ma c’è scetticismo per l’immobilismo di Cina e India e i dubbi di Brasile e Russia.

È iniziata alle 11 e 45 la conferenza stampa del Primo Ministro Mario Draghi che apre ufficialmente il G20 di Roma, una tappa fondamentale per il futuro economico e climatico del pianeta. L’emergenza climatica infatti è uno dei punti principali su cui si discuterà in questi due giorni, in vista anche della Conferenza mondiale sul clima COP26 prevista a Glasgow dal 2 novembre.

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“Dalla pandemia al cambiamento climatico, a una tassazione giusta ed equa, fare tutto da soli, semplicemente, non è un’opzione possibile. I risultati ci ricordano con forza quelli che possiamo raggiungere insieme. Ci devono incoraggiare ad essere altrettanto ambiziosi in tutti gli ambiti in cui lavoriamo insieme”. Così il premier Draghi ha concluso la conferenza stampa, sottolineando la necessità di un’unità di intenti sul clima, messa a dura prova dalle posizioni più che rigide di Cina e India, insieme ai dubbi di Brasile e Russia.

 

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Necessità di unità di intenti sottolineata anche dal Primo Ministro inglese Boris Johnson: “Penso che ce la possiamo ancora fare. Penso che c’à, un’opportunità, se tutti si impegnano verso questo obiettivo possiamo ottenere un accordo che ci permetta di contenere l’aumento delle temperature”, ha spiegato Johnson all’emittente Sky News.

 

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Nella dichiarazione sul clima, la cui bozza è stata rilanciata da alcune agenzie internazionali, trapelano la necessità di rilanciare gli obiettivi dell’accordo di Parigi, promettendo azioni immediate atte a contrastare “una minaccia esistenziale.”

 


“Riconosciamo che le conseguenze del cambiamento climatico con un aumento della temperatura di 1,5 gradi sono molto inferiori rispetto a quelle derivanti da un incremento di 2 gradi e che per questo deve essere adottata un’azione immediata,” si legge nella bozza.

Secondo la Senatrice Loredana De Petris restano però i dubbi che questo G20 non porti ad azioni climatiche efficaci, sottolineando anche come il summit e la COP26 sia strettamente legati uno all’altra.

“La posizione dei Paesi del G20 oggi a Roma sarà determinante per le decisioni che assumerà domani a Glasgow la COP26 dell’Onu sul clima,” ha spiegato la senatrice. “I Paesi del G20 sono responsabili, collettivamente, dell’emissione del 78% dei Gas Serra. E’ dunque loro la responsabilità di invertire la marcia e sta a loro guidare una transizione ecologica che deve essere accelerata. Non c’è più tempo.”

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Dello stesso parere il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. “Non possiamo permetterci che la COP26 fallisca. Le nazioni del G20 devono guidare la strada per la Cop26“, ha affermato Sassoli tramite una nota. ” “Abbiamo bisogno che ciascuna di loro segua la guida dell’Ue e si impegni a raggiungere la neutralità’ climatica entro il 2050.”

 


Nella foto di gruppo dei leader del mondo presenti anche medici e infermieri, a sottolineare l’impegno dei tanti professionisti in tutto il mondo per contrastare la lotta al virus Covid-19.

 

 

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