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G20 Ambiente, raggiunto un accordo ma mancano i 2 punti chiave sul Clima

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Al termine di “un negoziato molto lungo e intenso”, il G20 Ambiente organizzato a Napoli raggiunge l’accordo sul documento finale su energia e clima. Peccato però che dall’accordo siano rimasti fuori 2 punti (su 60), i più importanti: il contenimento della temperatura di 1,5 gradi al 2030 e lo stop al carbone dalla produzione energetica al 2025.

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Insomma, nonostante gli incontri, la maratona notturna di negoziati, sui punti chiave il G20 non è riuscito a trovare l’appoggio di tutti gli Stati.

Come ha raccontato lo stesso Cingolani, “quattro o cinque Paesi, fra i quali Cina, India e Russia, hanno detto no” all’accordo, non andranno oltre gli Accordi di Parigi (l’impegno a mantenere nella prossima decade la temperatura del pianeta entro i 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali).

Cina, India, Russia, Brasile e Arabia Saudita non sembrano affatto intenzionate a firmare un accordo che includesse l’impegno a rimanere, invece, sotto 1,5° e a eliminare il carbone dalla produzione energetica al 2025.

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Quello che si è appena concluso era un passaggio fondamentale (e l’ultimo) prima della COP26 di Glasgow perché un accordo ambizioso e largamente condiviso sarebbe stato fondamentale per la Cop.

“Il G20 pesa per l’80% di tutte le emissioni globali – ha dichiarato la segretaria generale dell’UNFCCC Patricia Espinosanon esiste una via verso gli 1,5°C senza il G20”.

Ma il documento finale del G20 ha fatto molti pochi progressi rispetto alle bozze iniziali.

Per sbloccare i negoziati infatti, il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani e l’inviato USA per il Clima, John Kerry, non solo hanno fatto il giro delle delegazioni ma hanno trattato direttamente tra ministri.

La presidenza italiana puntava a ricomporre la frattura tra i paesi del G20, tanto che il Ministro Cingolani ha fatto un ultimo tentativo con incontri bilaterali.  

Il risultato, purtroppo, un nulla di fatto e che lascia intatta la spaccatura tra i Paesi.

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Quattro mesi fa questi paesi non volevano nemmeno sentir parlare di questi temi – afferma Cingolani – adesso tutti accettano che il phase out delle fossili è necessario anche se restano disaccordi sui tempi”.

Il documento finale quindi non ha più 60 articoli ma solo 58, stralciati (per far sì che tutti i Paesi firmassero) proprio i due articoli sul cambiamento climatico.

Con una formulazione che afferma “sicuramente sotto i 2°C, come nell’accordo di Parigi”, l’impegno sul global warming resta molto incerto; nessuna data per l’uscita dal carbone e anche il capitolo finanza climatica manca di ambizione.

Si continua a fare riferimento alla somma di 100 miliardi di dollari l’anno (impegno preso nel 2009) quando si puntava a ribadire e alzare la cifra da stanziare per colmare le decine di miliardi che ogni anno mancano all’appello.

Leggi la Sintesi del documento finale G20 ENERGIA E CLIMA lo

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