Territorio

Il futuro della civiltà nell’era dell’innovazione

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Abbiamo davanti a noi una crescita esponenziale che non ci abbandona da oltre cento anni. Non accenna minimamente a rallentare anzi accelera. La spinta a questa crescita sfrenata ci sta portando ad una evoluzione senza precedenti. Gli sviluppi che vedremo fra qualche anno oggi li rileghiamo nella fantascienza. Stiamo evolvendo in tutto.

Non c’è campo che non faccia progressi straordinari ogni giorno. Si parla di terza rivoluzione industriale (alcuni, come il sottoscritto, pensano che siano nella seconda. La prima ha sostituito la forza lavoro la seconda sostituirà parte della capacità mentali con l’intelligenza artificiale).

Anche la popolazione cresce: si stimano 9 miliardi di persone nel 2050 ora siamo a 7,5 ma solo nel 1900 ne eravamo solo un miliardo. Crescono fattori anche negativi come la temperatura, i gas serra e la plastica. Tutto quasi perfetto se non fosse che l’adattamento della nostra mente umana a questi cambiamenti cosi repentini è problematico.

Non riusciamo ad adattarci. La nostra forma mentis si sviluppa nei primi anni di vita. Quel mondo in cui ci hanno abituato a vivere, ormai, non esiste più. Ma lo teniamo in vita perché è il solo che conosciamo. Faccio un esempio banale, la destra e la sinistra. Che senso ha oggi parlare di partito di sinistra o di destra. Sono obsoleti. Ma ancora si parla di comunismo e di fascismo. Non esiste niente di tutto questo.

Chi è alla guida del mondo ora si ritrova a guidare un’automobile troppo potente. E come guidare un bolide a 200 km/h che fa crescere l’adrenalina rendendoti invincibile. Capace di tutto ma in realtà non è cosi. E allora sono solo due le opzioni: o rallentiamo o creiamo le condizioni per crescere a tutta velocità creando una pista ben strutturata. Una pista con tutti i sistemi di sicurezza per non farci sbattere a tutta velocità contro il muro. Il muro dell’estinzione di massa.

Molto probabilmente la visione della società nel futuro sarà divisa in due. Chi vorrà una crescita incontrollata della propria Nazione e chi si batterà per creare quella pista universale dove tutti possono correre rispettando le regole (in teoria ci sarebbe una terza via che è quella ipotizzata prima di rallentare o di decrescere ma non è mai successo nella storia perché proprio ora?).

La prima ipotesi sono i sovranisti, che oggi governano quasi in tutto il mondo e vogliono il ‘bene’ per  tutto e subito dando benzina (ma anche gas, carbone, nucleare e tutte le fonti inquinanti esistenti) come carburante per uscire dalla crisi globale. Dall’altra parte, invece, chi vuole costruire questa pista universale dove far crescere tutti nel rispetto della natura e dell’etica per la vita. Partendo da regole inderogabili che tutelano la vita e non il profitto. Purtroppo non si registrano partiti o movimenti su questo campo.

Questo movimento che nascerà avrà il compito di contrapporsi, con forza, al sovranismo che oggi spopola nel mondo. È facile prevedere, con dati scientifici, che nei prossimi anni ci saranno catastrofi tali da far crescere questo movimento. Purtroppo ma sarà inevitabile. Vediamo oggi, per esempio, che in certi settori, come l’agroalimentare,  la popolazione si è unita contro un nemico, l’olio di palma, e ha costretto la grande industria a rinnovarsi.  Stiamo iniziando a pretendere di sapere. Vogliamo sapere la provenienza di quello che mangiamo. Tutte queste azioni ci porteranno ad un movimento in grado di dettare le regole.

Oggi il consumatore vuole sapere di più ma nessuna multinazionale ha il coraggio di esporsi altrimenti perderebbero profitti. Vogliono farci credere che con una piccola percentuale dei ricavi donata a qualche associazione ambientalista possa ingannare il consumatore?

Prima o poi la verità, anche grazie alla rete, salterà fuori. Non servirà abbellire i siti internet di grandi gruppi internazionali per rendere la loro attività rispettosa della vita. Il popolo dovrà avere la possibilità di scegliere.

Il problema forse più grande è che la mente umana dovrà evolversi con la stessa accelerazione dell’evoluzione che stiamo vivendo.

Possiamo e dobbiamo impegnarci per un movimento che possa dettare le regole di uno nuovo sviluppo che possa crescere a dismisura ma senza calpestare la stessa mente che lo ha generato. Vogliamo parlare di progresso ma con sfumature nuove.

Se cosi non fosse dovremmo pensare a scenari macabri nel nostro futuro.

Dove le diseguaglianze saranno sempre più accentuate e dove tutti saranno più tristi o meno liberi credendo di essere felici.

Il nostro ambiente di vita è minato e se vogliamo avere un futuro libero e felice dobbiamo seguire il maestro indiscusso della civiltà odierna. Colui che sosteneva che solo abbattendo le diseguaglianze si raggiungerà la felicità per tutti (Socrate).

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