Sakae Kato è l’uomo che ha deciso di restare nella zona vietata di Fukushima per prendersi cura dei gatti rimasti soli dopo il disastro nucleare accaduto quasi 10 anni che ha costretto all’evacuazione 150.000 persone nel raggio di 1000 km2. La storia del guardiano dei gatti raccontata da Reuters.

Sono passati quasi 10 anni dal disastro nucleare di Fukushima, a seguito del terremoto e dello tsunami che l’11 marzo 2011 colpirono il Giappone. Sakae Kato, 57 anni, ha scelto di restare nella zona vietata di Fukushima: “Voglio prendermi cura degli animali finché posso, poi posso morire tranquillo“, ha raccontato a Reuters l’ex imprenditore. 

Sakae Kato ha deciso di prendersi cura dei gatti salvati dalla strada nella città di Namie, rimasti soli e senza padrone dopo il disastro nucleare. La casa di Kato è diventata il loro rifugio, dove vengono coccolati e sfamati. 

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Il 57enne dice che la sua decisione di rimanere mentre altre 160.000 persone hanno evacuato l’area è stata in parte stimolata dallo shock di trovare animali domestici morti nelle case abbandonate. I gatti gli hanno anche dato un motivo per rimanere su un terreno che è stato di proprietà della sua famiglia da tre generazioni.

“Non voglio partire, mi piace vivere in queste montagne“, che gli è permesso visitare ma, tecnicamente, non gli è permesso dormire. Kato gioca con due dei suoi gatti, Mokkun e Charm, nelle foto scattate da Reuters, entrambi infettati dal virus della leucemia felina, nel rifugio che però sembra stia pian paino cedendo: “Potrebbe durare altri due o tre anni”.  Ma fuori la decontaminazione procede e presto ai residenti sarà permesso di tornare. 

L’ex imprenditore spende tra i 7.000 dollari al mese per i suoi animali, sia per i gatti che per i cinghiali. Il 25 febbraio Kato è stato arrestato con l’accusa di aver liberato cinghiali catturati nelle trappole allestite dal governo giapponese.  Al momento in cui questo articolo con la sua storia è stato pubblicato su Reuters, Kato è ancora detenuto in attesa di essere interrogato.

Immagini e fonte Reuters

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