Inquinamento

Fukushima, gli esperti consigliano di rilasciare nell’oceano le acque contaminate

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Secondo gli esperti le acque radioattive di Fukushima devono essere rilasciate nell’oceano o vaporizzate: ora spetta al governo decidere quale soluzione adottare.

Secondo un panel di esperti riunito dal governo giapponese le acque radioattive provenienti dall’impianto nucleare di Fukushima dovrebbero essere rilasciate nell’oceano o vaporizzate nell’aria. La proposta non è vincolante e non stabilisce una data entro la quale il governo debba portare avanti la procedura. Il panel, con un ruolo esclusivamente consultivo, ha rimandato la decisione per più di tre anni ma si è dovuto esprimere nel momento in cui lo spazio destinato al contenimento dell‘acqua radioattiva si sta esaurendo.

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Nel 2011 un terremoto ed un seguente tsunami hanno provocato la fusione del nocciolo dell’impianto di Fukushima Daiichi, gestito dalla Tokyo Electric Power Compagny (TEPCO). Gli esperti, riuniti dal Ministero dell’industria, hanno definito la possibilità di rilasciare le acque nell’oceano o vaporizzarle nell’acqua “un’ opzione realistica” e sperano che il governo prenda una decisione con un senso di responsabilità e determinazione, dopo aver consultato le autorità locali e i pescatori.

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Le acque radioattive provengono da differenti fonti, tra cui quelle usate per raffreddare l’impianto e le piogge che cadono nell’impianto, che passano attraverso un processo di filtraggio intenso. Il rilascio nell’acqua è stato definito un metodo sicuro, perché viene utilizzato anche negli altri reattori nucleari di tutto il mondo.

Dopo essere processata dal sistema di filtraggio dell’impianto l’acqua contaminata deve contenere solo tritio. Circa l’80% deve essere riprocessato prima di poter essere disperso. Gli esperti affermano che il tritio sia pericoloso per gli uomini solamente in larghe dosi e l’ International Atomic Energy Agency sostiene che l’acqua propriamente trattata possa essere in un primo tempo diluita con le acque marine e poi essere rilasciatoìa nell’oceano senza causare problemi ambientali. Questo non è bastato a convincere gli attivisti e i residenti locali, tra cui pescatori e allevatori, che sostengono che il rilascio possa mettere a rischio le loro vite.

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Le acque trattate al momento si trovano nei container del sito di Fukushima Daiichi. TEPCO sta costruendo ulteriori container, che saranno disponibili entro l’estate del 2022. Non è ancora chiaro quando la decisione sulle acque verrà presa, anche se si pensa che ogni decisione su materie sensibili verrà rimandata a dopo le Olimpiadi estive di Tokyo 2020.

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