Con i soldati russi nelle centrali nucleari ucraine e i combattimenti che hanno danneggiato parte della centrale di Zaporizhzhia il mondo continua a temere un disastro nucleare

Sono passati 11 anni da quando un terremoto in Giappone generò uno tsunami che danneggiò la centrale nucleare di Fukushima provocando il secondo più grande disastro nucleare della storia del mondo dopo quello di Chernobyl del 1986.

E 11 anni dopo il mondo guarda ancora con timore alla sicurezza nucleare proprio della nazione che ospita la centrale di Chernobyl, l’Ucraina, dopo che la centrale è stata occupata dalle truppe russe e dopo che è saltato l’allaccio alla linea che la rifornisce di elettricità.

In Ucraina la situazione sembra essere sotto controllo sia a Chernobyl che a Zaporizhzhia dove la locale centrale nucleare qualche giorno fa è stata parzialmente colpita durante un combattimento tra russi e ucraini.

A Fukushima, però, lo spettro radioattivo è ancora nell’aria.

Greenpeace Giappone: “Il nucleare è pericoloso anche a causa delle guerre”

“Di recente – ha dichiarato Sam Annesley, direttore esecutivo di Greenpeace Giapponeil governo giapponese e le compagnie elettriche stanno promuovendo attivamente l’idea che le centrali nucleari siano a basse emissioni di carbonio e che saranno una delle soluzioni chiave per la decarbonizzazione. Tuttavia, la produzione di energia nucleare non dovrebbe mai essere una soluzione per la decarbonizzazione e il cambiamento climatico. Sebbene le centrali nucleari possano produrre enormi quantità di elettricità, comportano anche rischi insondabili”. 

“Tali rischi – continua Annesley – non si limitano solo alle catastrofi naturali e alle crisi umanitarie come Fukushima, ma potrebbero anche aumentare notevolmente il pericolo durante i conflitti, come nel caso della situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia in Ucraina dall’inizio di questo mese”. 

A Fukushima si studiano le modalità di rilascio in mare dell’acqua radioattiva

Intanto in Giappone resta l’alta l’attenzione di attivisti e cittadini sulla centrale di Fukushima perché il governo ha deciso di rilasciare in mare – dopo averla ripulita – l’acqua ancora contenuta nel reattore e che servì a raffreddarlo.

Nell’aprile dell’anno scorso, il Governo di Tokyo aveva annunciato il piano di sversamento dell’acqua radioattiva nel Pacifico, scatenando le proteste dei Paesi vicini, come Cina e Corea del Sud, ma anche dei pescatori e dagli agricoltori locali. L’acqua contenuta nelle cisterne, utilizzata per raffreddare i reattori danneggiati nell’incidente, ammonta a oltre un milione di tonnellate. Secondo il Giappone, l’acqua che verrà rilasciata nell’oceano sarà filtrata da un sistema avanzato che consente di rimuovere gran parte degli elementi nocivi, ad eccezione del trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno.

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