Lo stato di salute dell’aria di Frosinone è ancora pessimo. Per questo la giunta Ottaviani ha deciso un nuovo blocco della circolazione delle auto. Il piano entrerà in vigore nei prossimi giorni e si protrarrà fino a marzo. Obiettivo: ripulire l’aria ciociara dalle polveri sottili. 

Che l’emergenza inquinamento a Frosinone fosse cosa seria, lo si era capito già a inizio anno, quando Legambiente nel suo report Mal’aria di città aveva inserito Frosinone nella top10 dei centri urbani con l’aria più inquinata. In un anno la situazione è cambiata di poco. Da qui la necessità di agire con nuove restrizioni all’utilizzo di mezzi inquinanti.


Il piano Ottaviani prevede un utilizzo massiccio delle domeniche ecologiche, con lo stop alla circolazioni di alcuni veicoli. Si inizierà domenica 21 novembre e poi di nuovo quella successiva, il 28 novembre. Per tutto il mese di dicembre ci sarà una pausa per non penalizzare lo shopping natalizio.

Lo stop alla circolazione riprenderà con l’inizio del nuovo anno. Ad oggi sono state confermate le date del 9 e 30 gennaio, il 20 febbraio e il 13 marzo.

Le regole dello stop alla circolazione

Le aree interdette nelle domeniche ecologiche saranno il centro storico e le vie principali della zona bassa del capoluogo ciociaro e saranno delimitate da segnali che indicano chiaramente il divieto di transito dalle 8 del mattino alle 18.

Sarà impossibile, dunque, circolare in quelle ore nelle zone indicate con qualsiasi mezzo a motore. Sono escluse dall’interdizione i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine, auto e altri mezzi elettrici e le auto ibride (in quest’ultimo caso sarà possibile circolare solo in modalità elettrica). Per quanto riguarda i mezzi pesanti con massa superiore alle 3,5 tonnellate, l’interdizione riguarderà anche il tratto urbano di via Dei Volsci.

Intanto, verrà incentivato l’utilizzo dei mezzi non inquinanti. E’ stato infatti approvato il progetto definitivo relativo al potenziamento e all’adeguamento della viabilità ciclabile con la creazione di nuove piste ciclabili in tutta la città.


Già da dicembre, però, torneranno anche le targhe alterne per i veicoli più vecchi e più inquinanti. Il provvedimento scatterà dal 1 dicembre: tutti i lunedì circoleranno le auto con targa dispari (si deve prendere in considerazione la cifra finale della targa), mentre il venerdì si potrà circolare solo con auto con targhe pari. La regola sarà in vigore dalle 8,30 alle 13,30 e poi di nuovo dalle 14,30 alle 21,30.

Il provvedimento riguarderà soltanto i mezzi più inquinanti. Quindi le auto ad alimentazione benzina sino ad euro 2 e quelle diesel sino ad euro 3.

In generale, da dicembre a marzo, sarà vietato sostare con il motore acceso.

Termostati fissi a 19 gradi e divieto di accensioni di fuochi all’aperto

Il piano prevede delle regole stringenti anche per quanto riguarda i sistemi di riscaldamento delle abitazioni private. Il termostato per i cittadini di Frosinone non potrà superare i 19 °C per tutto l’inverno (sono tollerati due gradi di errore in caso di controlli). E sarà vietata anche l’accensione di qualsiasi tipo di fuoco all’aperto.

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Legambiente: dalla giunta Ottaviani il minimo sindacale

Stefano Ceccarelli, presidente di Legambiente Frosinone, si è detto poco soddisfatto del piano annunciato dalla giunta del capoluogo ciociaro. “Il comune – ha dichiarato – si limita al minimo sindacale. Occorre creare una rete maggiore di controlli sugli impianti di riscaldamento, sugli scarichi industriali e in caso di sforamenti ripetuti andrebbero abbassate ulteriormente le temperature dei riscaldamenti specie degli impianti a gasolio”. 

Il circolo cittadino di Legambiente da tempo spinge sulla necessità di una formazione ecologica della classe politica e dei cittadini. “Occorre sensibilizzare di più i cittadini anche sull’uso delle biomasse e dei camini aperti – continua il presidente Ceccarelli -. Frosinone poi dovrebbe aprire un tavolo di coordinamento per mettere in campo soluzioni sinergiche con i comuni limitrofi al capoluogo. Infine estendere i blocchi anche alle diesel euro 4 così come fanno altre città che hanno lo stesso problema”.

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