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Frascati, Mastrosanti: “Vittima di classi dirigenti poco qualificate”

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“Per adesso sono ancora sindaco. Il sindaco decade dopo il decreto di scioglimento del consiglio comunale da parte del prefetto e poi del Ministro”. Roberto Mastrosanti già conosce il suo destino, dopo che nella giornata di mercoledì 17 febbraio 10 consiglieri comunali, di cui 4 di maggioranza, sono andati da un notaio per ratificare le loro dimissioni, facendo così decadere la consiliatura. Intervista a cura di Alessandro Di Liegro.

“Da una parte c’è un’interferenza che è frequente sui nostri comuni da parte di rappresentanti politici sovracomunali che giocano sulla pelle delle comunità cittadine – afferma Roberto MastrosantiDall’altra parte ci sono gli umori e aspettative personali di classi dirigenti che sono sempre meno qualificate”.

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Frascati, così, ripiomba al 2016, quando un’azione del tutto similare aveva portato al commissariamento del Comune. “Non è mai un momento giusto per far cadere un’amministrazione votata dai cittadini. Non abbiamo avuto a Frascati questioni così complesse da giustificare sfiducia al sindaco – prosegue Mastrosanti – Abbiamo approvato un risanamento importante del Comune, abbiamo risanato l’azienda speciale che da tre anni era in stato prefallimentare. Abbiamo fatto tante cose in un percorso virtuoso per la città”.

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E c’è anche l’emergenza Covid a pesare ancora di più sulla decisione di far cadere il Consiglio comunale:
C’è della irresponsabilità in alcuni amministratori locali. Usciamo in un periodo in cui è importante garantire punti di riferimento. Sindaco e amministrazione lo sono per cittadini – conclude – Abbiamo stanziato un milione di euro per il sostegno dei settori dei diversamente abili e le famiglie in difficoltà. C’è molto sano ascolto dei cittadini in questo. Mandare sindaco a casa in questo contesto storico è gesto folle”.

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