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Francia, le patatine fritte più salutari dell’olio extravergine! Ultima follia dell’etichetta Nutriscore e l’Italia resta contraria

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Le patatine fritte più salutari di un cucchiaio di olio extravergine d’oliva: ultima follia del Nutriscore dopo l’adozione dell’etichetta a semaforo da parte di diverse catene di fast food in Francia. “Massima contrarietà a mettere un colore al cibo”, afferma il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.

Le patatine fritte sono più salutari di un cucchiaio di olio extravergine d’oliva che, a sua volta, ha lo stesso valore per l’organismo di un hamburger molto farcito. È l’ultima follia del nutriscore evidenziata da Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano dopo l’adozione dell’etichetta a semaforo da parte di diverse catene di fast food in Francia.

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L’apporto di grassi di un panino ripieno di carne e salse varie vale il semaforo giallo (lettera C), esattamente come l’olio extravergine d’oliva, mentre le patatine fritte meritano addirittura il semaforo verde e una “bella” lettera B. “Siamo dinanzi ad una situazione inaccettabile, un vero e proprio attacco organizzato ai danni dei prodotti di qualità simbolo del Made in Italy, in barba a qualsiasi evidenza scientifica, oltre che al buon senso– spiega il Presidente di Unaprol, David Granieri- Non possiamo accettare che venga svilito un prodotto, simbolo della Dieta Mediterranea, unanimemente considerato un farmaco naturale per le sue qualità antinfiammatorie e antiossidanti. Invitiamo il Governo, il Ministro Patuanelli, i parlamentari italiani a Bruxelles a combattere strenuamente questo sistema ideato solo per danneggiare l’Italia e i suoi prodotti più importanti“, conclude Granieri.

Il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, a Bruxelles per l’Agrifish avrà anche alcuni incontri bilaterali, tra cui uno con il suo omologo francese “in vista del semestre francese di presidenza. Uno dei temi sarà il Nutriscore – ha spiegato Patuanelli a margine dell’Agrifish – sul quale vogliamo subito chiarire la nostra posizione. Una posizione che non è mediabile – ha ribadito nuovamente – massima contrarietà a mettere un colore al cibo. Non esiste un cibo che di per sé può avere un bollino rosso, verde o arancione“, ha concluso.

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Il nutriscore, essendo simile ad un “semaforo” è un sistema di comunicazione “immediatissimo”, ma “non dà informazioni” corrette al consumatore ed pertanto è “uno strumento sbagliato”, mentre il Nutrinform Battery “è uno strumento più complesso: possiamo migliorarlo. C’è la strada per migliorarlo e renderlo più facilmente leggibile, ma il consumatore ha bisogno di essere informato, non condizionato“, afferma Patuanelli, a margine del Consiglio Agricoltura a Bruxelles .

“Massima contrarietà a mettere un colore al cibo: il cibo non è sano o insalubre in quanto tale, ma fa parte di un ragionamento più ampio sulla dieta. Pensare di dare un valore al cibo con una porzione standard da 100 grammi è un’assurdo in termini, perché non consumo 100 millitri di olio d’oliva con la stessa frequenza con cui bevo 100 millilitri di Coca-Cola. E’ evidente che è così: non ha senso mettere un bollino sul cibo“, conclude.

 

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