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FRANCIA, SI DIMETTE IL MINISTRO DELL’AMBIENTE NICOLAS HULOT

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Francia. Nicolas Hulot, il ministro della Transizione ecologica e solidale francese, ha annunciato a Radio France Inter le sue dimissioni (“Ho preso la decisione di lasciare il governo”), affermando che non ha più intenzione di “mentire a sé stesso“.

Hulot, motivando la sua scelta, ha spiegato che la questione dell’ambiente non è la priorità dell’attuale governo francese.

Nel corso della sua intervista, ha parlato anche dei suoi contrasti con il ministro dell’Agricoltura Stéphane Travert (“Non posso passare il mio tempo a litigare con Stéphane Travert”) e ha precisato di non aver ancora avvertito né il primo ministro Edouard Philippe né il presidente Emmanuel Macron: “È una decisione fra me e me, onesta e responsabile” – ha sottolineato.

Si rivolge poi, indirettamente, a Macron, certo che se lui avesse avvisato della sua intenzione di lasciare il Governo, avrebbero cercato di dissuaderlo: “Spero che possa imparare – ha detto Hulot, sottolineando il suo profondo rispetto e la sua amicizia per il Presidente della Repubblica – spero che questo gesto sia utile, in modo che tutti si facciano una domanda sulle sue responsabilità”

Hulot, scrive Le Monde, ha dovuto accettare molte decisioni in netto contrasto con le sue convinzioni come il rinvio dell’obiettivo di ridurre la quota di energia nucleare per la produzione di elettricità o l’entrata in vigore provvisoria del CETA, l’accordo commerciale tra Canada e Unione Europea che era stato approvato nel 2017 dal Parlamento europeo.

Recentemente, Hulot aveva manifestato insofferenza per la presenza di Thierry Coste, un lobbista a favore della caccia molto vicino a Macron, durante una riunione all’Eliseo in cui si parlava proprio di riforma della caccia.

Hulot ha confessato di sentirsi “solo nella manovra” sulle questioni ambientali all’interno del Governo. “Le lobby sono qui” (nel Governo) – ha detto Hulot, sottolineando come “questo soggetto (Thierry Coste) condiziona tutti gli altri”.

Tra le vittorie simboliche che sono state concesse a Hulot, ricordiamo l’abbandono del progetto dell’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes, il divieto dell’estrazione di idrocarburi (petrolio e gas) in Francia entro il 2040 ed il divieto progressivo dell’uso del glifosato in agricoltura.

Un annuncio che ha subito scatenato diverse reazioni, prima fra tutte, la critica del portavoce del governo Benjamin Griveaux: “penso che la più elementare delle cortesie sarebbe stata avvertire il presidente della Repubblica e il primo ministro”.

Per gli ecologisti invece, le dimissioni di Hulot rappresentano la conseguenza dell’assenza di una reale politica ecologica dell’attuale governo.

 

 

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