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Formula 1, obiettivo emissioni 0 entro il 2030. Vettel: “Dobbiamo agire ora” VIDEO

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La sfida dello sport più inquinante del pianeta, la Formula 1, è di arrivare a zero emissioni entro il 2030, seguendo di pari passo il trattato di Parigi. Intanto sempre più piloti si schierano a favore dell’ambiente.

 


La Formula 1 diverrà ad impatto ambientale zero entro il 2030, secondo il piano di sostenibilità presentato in settimana, il primo nella storia di questo sport. Il Championship di proprietà della Liberty Media, che si snoda per 22 Gran Premi in tutto il mondo, dove 10 team si sfidano per il titolo, inizierà immediatamente il progetto di riduzione delle emissione.

Secondo i proprietari tutti i Gran Premi di Formula Uno saranno ecosostenibili entro il 2025.

Siamo a conoscenza dell’impegno che ci stiamo prendendo, ma è arrivato il momento di fare la nostra parte“, spiega il Direttore Esecutivo Chase Carey.

Inquinamento, gli organizzatori del Gran Premio di Singapore preparano le mascherine antismog

Facendo leva sull’immenso talento, sulla passione e sulla motivazione di tutti i membri della community della F1, contiamo di poter avere un impatto positivo sull’ambiente e su tutte le comunità in cui operiamo durante il nostro tour mondiale.”

Carey spiega che gli attuali motori, i V6 Turbo ibridi, in uso dal 2014, sono i più efficienti del mondo e consentono di consumare molto meno carburante in percentuale rispetto a qualsiasi altro modello di auto.

Siamo convinti che la F1 possa continuare a essere una guida per l’innovazione dell’industria delle auto e che possiamo lavorare insieme agli ingegneri del settore automobilistico per costruire il primo ibrido a combustione interna a zero emissioni.

In più, sempre secondo Carey, le strutture e le fabbriche consumeranno solo energia 100% rinnovabile, mentre saranno potenziati tutti i servizi di logistica.

La McLaren è stato il primo team di Formula 1 a raggiungere l’obiettivo dell’impatto ambientale zero, già dal 2011. Nonostante però tutti gli sforzi dei team lo sport ancora non riesce a scrollarsi di dosso l’identità di essere una gigantesca macchina inquinatrice, identità nata ai tempi dei motori V12.

Lo sport subisce anche il confronto con la sorella minore Formula E, in cui le auto in corsa sono totalmente elettriche, e che sta ottenendo sempre più consensi attorno al mondo.

Formula 1 vs Formula E: solo questione di emissioni?

Intanto però sempre più piloti si schierano a favore dell’ambiente e della ecosostenibilità.

Il primo e il più famoso è il sei volte campione, e attuale campione in carica, Lewis Hamilton, vegano convinto e simbolo del cambiamento che sta affrontando la Formula 1.

Il pilota della Mercedes ha da tempo eliminato l’uso della plastica ad uso singolo dalla sua casa e dall’ufficio, ha venduto il suo jet privato e conta a rendere tutte le sue imprese Carbon Neutral per la fine del 2019.

Lewis Hamilton, il campione vegano che si batte per l’ambiente

Anche il rivale della Ferrari, Sebastian Vettel, si è recentemente schierato a favore dell’impegno ambientale. Secondo il pilota tedesco la Formula 1 sarebbe “stupida” ad ignorare un problema così serio come il cambiamento climatico.

La Formula 1 è uno sport mondiale,” ha raccontato Vettel a Motorsport.com, “ed è una piattaforma che opera in tutto il mondo. Per questo non possono negare quello che sta succedendo nel mondo, né fare finta di niente. Sarebbe semplicemente stupido.”

Moltissime persone seguono la Formula 1, e altrettante sono influenzate dalle nostre azioni e per questo abbiamo la possibilità di tracciare un percorso per un futuro migliore che magari potrà convincere altre persone a seguire la nostra traccia.

Secondo il pilota tedesco la Formula 1 dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo di un motore che inquini il meno possibile, magari utilizzando carburante sintetico e non proveniente dalle fonti fossili.

Possiamo farlo, abbiamo le migliori menti e i migliori ingegneri del pianeta, io credo che sia possibile. Sicuramente è una sfida dura, ma credo che la Formula 1 deve arrivare ad ottenere gli standard massimi sia nelle performance ma anche nella conservazione e nella riduzione dell’inquinamento. Il futuro di questo sport deve andare di pari passo con il futuro della terra.”

 

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