Caso Forlanini, la sanità pubblica tradita

La denuncia del Coordinamento Forlanini Bene Comune: “Non siamo contro qualcuno, ma vogliamo difendere il diritto alla salute dei cittadini. Cosa c’entra l’Inail, che dovrebbe evitare gli infortuni sul lavoro, con questo progetto che favorisce la sanità privata?”.

Un tempo eccellenza sanitaria pubblica, poi gradualmente smantellato dai continui tagli e ora chiuso e abbandonato dal 2015. Ora l’ex ospedale Forlanini, a Roma, dopo la recente firma di una dichiarazione di intenti, verrà ceduto al Vaticano per realizzare, tramite l’Inail che ne prenderà la concessione e avvierà i lavori, una nuova sede dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. C’è però chi si oppone e chiede chiarezza, in difesa della sanità pubblica. A denunciare il caso è Salvatore Costa, del Coordinamento Forlanini Bene Comune.

Vorrei precisare in primis che noi non abbiamo mai fatto battaglie contro qualche cosa, ma solo per avere servizi pubblici, sociali e sanitari, all’interno del Forlanini” – spiega Salvatore Costa – “Siamo arrivati a questa situazione per tutte le amministrazioni regionali che si sono succedute negli anni: quella di Storace, quando è iniziato il discorso di chiudere gli ospedali, Marrazzo, Polverini, Zingaretti che ha governato per 10 anni e oggi Rocca, che non può nascondersi dietro i pronunciamenti e le responsabilità degli altri. Deve dire se è favorevole o contrario alle soluzioni che via via si prospettano, e quali sono i suoi progetti. Questo non sta accadendo, non va bene“.

Hanno discusso nelle segrete stanze su un bene pubblico, di cui i cittadini non sono al corrente. I cittadini sono però i proprietari, in sostanza, di questo bene. Le istituzioni che dovrebbero difenderlo non fanno niente e vanno solo ad assistere alla firma tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e il Vaticano” – aggiunge Salvatore Costa del Coordinamento Forlanini Bene Comune – “Non dicono nulla sui problemi che dovrebbero risolvere. Perché non si fanno investimenti sulla sanità pubblica e si continua a rafforzare quella privata? Negli ultimi 10 anni si è potenziata la sanità privata ma si è danneggiata la sanità nel complesso, i cittadini oggi pagano questo sulla loro pelle. Oltre 4,5 milioni di cittadini non si curano più“.

Investire sulla sanità pubblica non è buttare soldi, significa anche produzione, mettere in condizione i cittadini di non pesare sulla collettività per cattiva salute, significa poter lavorare meglio. Non capiamo, dentro questo protocollo di intenti, cosa c’entri l’Inail, se non per il fatto che magari ha le risorse pubbliche” – spiega Salvatore Costa – “In tempi in cui ci sono più morti sul lavoro ogni giorno, l’Inail farebbe meglio a occuparsi dei propri doveri, cioè la prevenzione contro gli infortuni. Qui il pubblico va in soccorso del privato, mentre la sanità pubblica grida vendetta. Non è una battaglia contro il privato, ma per la collettività, i cittadini di Roma e del Lazio e per difendere una struttura importantissima“.