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Foreste, la buona notizia: dal 2000 ricresciute in un’area grande come la Francia

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Una buona notizia per le foreste. Dal 2000 a oggi, infatti, le grandi aree boschive in tutto il mondo sono ricresciute in un’area estesa come la Francia.

Il disboscamento in tutto il mondo continua senza sosta ma per fortuna la natura non sta a guardare. Dal 2000 a oggi, infatti, in tutto il pianeta le foreste si sono rigenerate naturalmente su un’area complessiva estesa come la Francia. Lo sottolinea un report del WWF, che ha analizzato le immagini satellitari per realizzare una mappa completa mondiale. Le nuove aree boschive sono in grado di assorbire l’equivalente di 5,9 gigatonellate di CO2, un quantitativo superiore alle emissioni annuali degli Stati Uniti.

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La buona notizia è che la natura si è ripresa i suoi spazi senza quasi alcun intervento da parte dell’uomo. Le poche misure messe in campo sono infatti lo spostamento delle aree utilizzate per il pascolo del bestiame, la rimozione di specie di piante invasive e la coltivazione di specie autoctone. Lo riporta anche la BBC.

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“La rigenerazione delle foreste è spesso più economica, più efficace e migliore per la biodiversità rispetto alla coltivazione attiva da parte dell’uomo”, spiega William Baldwin-Cantello del WWF. Che però lancia un monito: “La rigenerazione delle foreste non può essere data per scontata, dobbiamo fermare la deforestazione per evitare che il cambiamento climatico peggiori sempre di più”. La deforestazione, infatti, continua a livelli sempre più alti ogni anno, in ogni angolo del mondo.

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Le aree che hanno registrato il maggior incremento di rigenerazione si trovano nella Mongolia settentrionale, nell’Africa centrale, nelle foreste boreali del Canada e anche nella foresta atlantica del Brasile. A questo fenomeno positivo fa però da contraltare il continuo disboscamento dell’Amazzonia, solo per citare il caso più eclatante. Per raggiungere un equilibrio accettabile per il futuro del pianeta, secondo i ricercatori, la rigenerazione delle foreste dovrebbe avvenire ad un ritmo doppio rispetto a quello attuale.
Il progetto di monitoraggio vede coinvolto non solo il WWF, ma anche altre associazioni come BirdLife International e WCS. “Il modo più semplice per ridurre la presenza di diossido di carbonio è piantare alberi, ma è fondamentale scegliere le specie giuste nei luoghi giusti”, avvertono gli scienziati.
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