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Forestali, M5S presenta proposta di legge per una rinascita del Corpo

Forestali.  Il M5S si presenta una proposta di legge, a prima firma dell’On. Maurizio Cattoi sulla rinascita del Corpo Forestale.

Obiettivo: superare la riforma Madia, creando una nuova polizia forestale, ambientale ed agroalimentare.

 

Tra i primi punti della Riforma, troviamo:

  • Promozione di una nuova visione della sicurezza pubblica forestale e ambientale;
  •  Ripristino della centralità del Corpo, ricomponendo le sue funzioni in modo unitario presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
  • Valorizzazione del ruolo di prevenzione e garanzia delle Questure e gli storici legami con gli Enti locali;
  • Ripristino delle sinergie con i Vigili del Fuoco e con il volontariato antincendio per una efficace azione di prevenzione e difesa dagli incendi boschivi.

Lo scioglimento del Corpo Forestale ed il conseguente assorbimento del Corpo nell’Arma dei Carabinieri durante il Governo Renzi, non ha trovato l’appoggio del nuovo Ministro dell’Ambiente (già Generale del Corpo Forestale) per il quale si è trattato di “un’idea assolutamente scellerata“.

“Non mi permetto di contestarla – ha detto Costa – la osservo e ne ho il massimo rispetto perché quando il Parlamento si pronuncia il Parlamento è sovrano; che io sia d’accordo o no, non rileva”.

Forestali, per Costa chiudere il Corpo è stata “un’idea assolutamente scellerata”

Per il Ministro dell’Ambiente, “il suo assorbimento nell’Arma lascia un vuoto dal punto di vista della gestione e tutela del sistema della biodiversità, vuoto grande, ancora da riempire, invece sul sistema di presidio ambientale sicuramente con l’Arma si sta camminando bene ma si è troppo pochi“.

Della stessa idea anche il Procuratore nazionale Antimafia, Federico De Raho, che, durante l’audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, ha spiegato come sia “necessario che si acquisisca la specializzazione per poter affrontare con impegno e professionalità i reati in materia ambientale connessi ai roghi dei rifiuti”.

Ma a legittimare la Legge Madia del 7 agosto 2015 n.124 recante le “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” e il conseguente decreto legislativo del 19 agosto 2016 n. 177, che ha determinato lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato e l’assorbimento del personale nell’Arma dei Carabinieri, è stata la Corte Costituzionale lo scorso 16 aprile.

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Al termine della Camera di Consiglio, i giudici della Corte hanno dichiarato infondate le accuse di incostituzionalità sollevate dai tre tribunali amministrativi regionali di  Abruzzo, Veneto e Molise.

“La Corte ha ritenuto che sia la legge delega sia il decreto delegato non presentano vizi di costituzionalità” – si legge nel comunicato diramato dall’Ufficio Stampa della Corte Costituzionale, in cui la Legge Madia viene descritta come frutto di un bilanciamento non irragionevole tra le esigenze di riorganizzazione dei servizi di tutela forestale e quelle di salvaguardia delle posizioni del personale forestale”.

Secondo i TAR che hanno fatto appello alla Consulta, il fatto che con il Decreto Madia gli ex appartenenti al Corpo Forestale – aventi quindi status civile – fossero stati costretti all’accorpamento nell’Arma dei Carabinieri e alla conseguente acquisizione dello status militare poteva corrispondere ad una chiara violazione del principio di autodeterminazione dell’individuo, tutelato dall’articolo 2 della Corte Costituzionale.

 

Cosa prevede la Proposta di Legge:

  1. Si stabilisce univocamente la piena centralità della sicurezza forestale, ambientale ed agroalimentare nella sfera articolata degli interessi della sicurezza pubblica e nel più ampio quadro della sicurezza nazionale. Conseguentemente si riorganizzano le competenze in materia presso il Ministero dell’Interno Dipartimento della pubblica sicurezza istituendo I’Ufficio della Polizia forestale, ambientale e agroalimentare.              
  2. La nuova sintesi istituzionale delle competenze ambientali (e per la tutela delle reti e infrastrutture) è fortemente orientata alla prevenzione, al coordinamento delle azioni ed all’applicazione delle politiche (ambientale, infrastrutture, trasporti, comunicazioni). Con l’assunzione di responsabilità da parte dell’Autorità centrale e locale di pubblica sicurezza, si tende a semplificare ed a superare l’attuale frammentazione di competenze sia nel controllo e nella tutela idrogeologica del territorio che nella gestione della sicurezza pubblica nelle sempre più numerose ed articolate fasi delle emergenze ambientali (incendi boschivi, calamità, soccorso), in piena ed armonica sinergia e sussidiarietà istituzionale con gli Enti nazionali e locali competenti in materia.
  3. La collocazione delle articolazioni territoriali della Polizia forestale ambientale e agroalimentare, che si incardina nelle Questure, consente una piena complementarietà di filiera con le altre componenti di Specialità e specializzate della Polizia di Stato, alloca razionalmente le attività provvedimentali in capo all’Autorità tecnica di pubblica sicurezza, facilita, con riguardo alle delicate operazioni antincendio boschivo, il coordinamento con i diversi servizi, compresi quelli che tradizionalmente appartengono al Dipartimento dei Vigili del Fuoco, anche attraverso l’attivazione e la valorizzazione dei Tavoli tecnici quale moderno strumento generale di coordinamento.
  4. Vengono ricomposte in modo unitario le plurime e sinergiche competenze funzionali del disciolto Corpo forestale dello Stato, attualmente frammentate, già esercitate prevalentemente in ambito rurale, naturale e montano che ora, integrandosi con le attività di sicurezza pubblica dei Servizi nautici della Polizia di Stato, potranno estendersi alla tutela ambientale delle acque interne.
  5. Sulla base della storica esperienza della gestione dei beni forestali demaniali del disciolto Corpo forestale dello Stato (ASFD), si prevede l’assegnazione al nuovo Ufficio della gestione tecnico-economica dei beni agro-silvo-pastorali sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e gestiti dall’Agenzia di cui alla l.4/2010, al fine del mantenimento del livello di produttività e di efficienza, della loro valorizzazione agro-ambientale e dello sviluppo in regime di legalità.
  6. La struttura è dotata di un adeguato livello di rappresentatività all’interno del Dipartimento della pubblica sicurezza attraverso la figura del Prefetto Direttore centrale della specialità e vice direttore del dipartimento stesso. Ad essa è demandato il raccordo con tutte le Autorità statali e non statali in materia. Con regolamento successivo viene disciplinata l’organizzazione della nuova DC e dell’Ufficio POLFOR al cui vertice è posto un dirigente generale (art.5 c.7 l.121/81).
  7. Il personale appartenente all’Organizzazione di cui all’art 174-bis d.lgs 66/2010 così come quello di tutte le articolazioni territoriali, è assorbito nell’Ufficio POLFOR e mantiene, fino al completamento del riordino organizzativo e giuridico, lo status e l’ordinamento militare. Si tratta di tutto il personale, ex CFS e non, attualmente inquadrato nel Comando tutela forestale ambientale e agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri che con successivo provvedimento potrà assumere lo status giuridico civile della Polizia di Stato. Rappresenta la soluzione invocata da oltre 3000 ricorrenti avanti la Corte Costituzionale derivante principalmente dalla militarizzazione coatta subita con il dlgs 177/1016.
  8. Il personale già appartenuto al Corpo forestale dello Stato non appartenente all’Organizzazione di cui all’art 174-bis d.lgs 66/2010 ma assegnato comunque a Forze di Polizia (anche ad ordinamento militare) o ai Vigili del Fuoco confluisce, a domanda, nell’Ufficio POLFOR e nelle sue articolazioni territoriali. Si tratta di personale forestale che, in dipendenza della frammentazione delle competenze e delle assegnazioni avvenute con criterio burocratico ad Amministrazioni dello Stato diverse dall’Arma dei Carabinieri, spesso perdendo oltre le qualifiche di ps e di pg anche il profilo professionale precedentemente esercitato, a domanda viene assorbito e ricollocato nelle proprie funzioni professionali presso l’Ufficio POLFOR.
  9. Viene resa possibile la ricostituzione del Reparto Aereo Antincendio Boschivo che è stato smembrato al 50% tra Arma CC e Vigili del Fuoco con l’azzeramento dell’efficienza rappresentata da circa 250 piloti e specialisti costituiti in squadre specializzate a servizio di una flotta di 30 elicotteri e 4 elitanker, dislocati precedentemente in emergenza su un numero variabile di 13/20 basi nazionali. Attualmente la quota di elicotteri CC non svolge attività di spegnimento AIB mentre quella WF è inefficace. La ricomposizione presso il Reparto volo della Polizia di Stato integra le attività già di competenza della PdS e quelle del Dipartimento dei Vigili del Fuoco mantenendo la propria specificità. Allo stesso modo il personale forestale già assegnato ai Vigili del Fuoco territoriali, alla Guardia di Finanza, alle Sezioni di Polizia Giudiziaria dell’Arma dei Carabinieri ed astratti dall’Organizzazione di cui all’art 174-bis d.lgs 66/2010, a domanda viene assorbito e ricollocato nelle proprie funzioni professionali presso l’Ufficio POLFOR.
  10. Tutto il personale già appartenuto al Corpo forestale dello Stato al 31 dicembre 2016 e trasferito ad altre Amministrazioni dello Stato in virtù dei procedimenti di mobilità di cui al dlgs 177/2016, a domanda è trasferito e ricollocato nelle proprie funzioni professionali presso l’Ufficio POLFOR. All’Ufficio sono assegnate le funzioni, i beni e le risorse finanziarie, strumentali e organizzative, compresi i mezzi aerei, già assegnati all’Organizzazione di cui all’art 174-bis d.lgs 66/2010 ed ai Vigili del Fuoco. Si ricostruisce in tal modo la filiera territoriale di coordinamento, di raccordo e di controllo del territorio, anche per le funzioni inerenti l’ordine e la sicurezza pubblica ed il soccorso nelle emergenze di protezione civile ed ambientali, svolto da un Reparto di specialità polivalente sottoposto direttamente al Questore quale Autorità locale di pubblica sicurezza e di supporto alle politiche di sicurezza proprie delle Prefetture.
  11. Per far fronte alle esigenze immediate di ripianamento degli organici, penalizzati da pensionamenti anticipati e giudizi di inidoneità militare del personale già forestale, è prevista l’assunzione previo superamento di un corso di addestramento del personale idoneo non vincitore (circa 500 unità) dell’ultimo concorso espletato dal Corpo forestale dello Stato nel 2016 nonché del personale appartenente alle Polizie Provinciali oggetto di riorganizzazione conseguente al mancato completamento della riforma istituzionale del 2016. In quest’ultimo caso si tratta di una necessaria ricompattazione di professionalità concorrenti sul piano della tutela delle risorse naturali e per la sicurezza della pubblica incolumità sui territori rurali e naturali.
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