Forestali, per Costa chiudere il Corpo è stata “un’idea assolutamente scellerata”

Forestali.  “È stata, e lo dico anche per appartenenza di giubba, un’idea assolutamente scellerata del Parlamento dell’epoca che ha chiuso il Corpo Forestale dello Stato. Non mi permetto di contestarla, la osservo e ne ho il massimo rispetto perché quando il Parlamento si pronuncia il Parlamento è sovrano; che io sia d’accordo o no, non rileva”.

A dirlo è il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa in audizione davanti alla Commissione Ecomafie.

“Il suo assorbimento nell’Armaha aggiunto Costalascia secondo me un vuoto dal punto di vista della gestione e tutela del sistema della biodiversità, vuoto grande, ancora da riempire, invece sul sistema di presidio ambientale sicuramente con l’Arma si sta camminando bene ma si è troppo pochi“.

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Per il Ministro, “se allargassimo il panorama a tutte le vicende ambientali che ci riguardano e che chiedono tutela e valorizzazione, che è diverso da polizia“, sarebbe “una buona cosa l’idea di incrementare queste figure professionali: occorrerebbero almeno 1500 unità di nuove assunzioni con quella specializzazione, che siano Noe, che siano Carabinieri Forestali”.

Una posizione condivisa anche dal Procuratore nazionale Antimafia, Federico de Raho, che, , durante l’audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, ha spiegato come sia “necessario che si acquisisca la specializzazione per poter affrontare con impegno e professionalità i reati in materia ambientale connessi ai roghi dei rifiuti”.

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“Una volta – ha sottolineato il Procuratore Antimafia – la Forestale aveva un grandissima esperienza. Oggi, con l’assorbimento, c’è la Tutela Ambiente dei Carabinieri ma sotto questo profilo bisognerebbe avere una specializzazione”.

Ma a legittimare la Legge Madia del 7 agosto 2015 n.124 recante le “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” e il conseguente decreto legislativo del 19 agosto 2016 n. 177, che ha determinato lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato e l’assorbimento del personale nell’Arma dei Carabinieri, è stata la Corte Costituzionale lo scorso 16 aprile.

Al termine della Camera di Consiglio, i giudici della Corte hanno dichiarato infondate le accuse di incostituzionalità sollevate dai tre tribunali amministrativi regionali di  Abruzzo, Veneto e Molise.

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“La Corte ha ritenuto che sia la legge delega sia il decreto delegato non presentano vizi di costituzionalità” – si legge nel comunicato diramato dall’Ufficio Stampa della Corte Costituzionale, in cui la Legge Madia viene descritta come frutto di un bilanciamento non irragionevole tra le esigenze di riorganizzazione dei servizi di tutela forestale e quelle di salvaguardia delle posizioni del personale forestale”.

Secondo i TAR che hanno fatto appello alla Consulta, il fatto che con il Decreto Madia gli ex appartenenti al Corpo Forestale – aventi quindi status civile – fossero stati costretti all’accorpamento nell’Arma dei Carabinieri e alla conseguente acquisizione dello status militare poteva corrispondere ad una chiara violazione del principio di autodeterminazione dell’individuo, tutelato dall’articolo 2 della Corte Costituzionale.

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