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Addio alla foresta di Tongass, Trump dà il via libera al disboscamento del polmone verde dell’Alaska

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Foresta Tongass. Non è passato neanche un mese da quando il Presidente americano, Donald Trump si è autodefinito “il presidente più ambientalista di tutti”.

Una dichiarazione che ha lasciato senza parole, perché in questi quattro anni le leggi antiambientaliste che ha emanato hanno parlato per lui.

E a neanche un mese da questa ‘autoproclamazione’ ha confermato di essere in antitesi con l’ambientalismo.

Trump ha infatti dato il via libera al disboscamento della Tongass National Forest, la più grande foresta degli Stati Uniti (con i suoi 70 mila km2 occupa gran parte dell’Alaska).

Da circa 20 anni, la foresta di Tongass è protetta dal Roadless Area Conservation Rule, una legge varata nell’era Clinton, nota come ‘Regola senza strade’.

Si tratta di un regolamento molto rigido che disciplina le attività che si possono fare all’interno delle aree boschive americane e che è attualmente in vigore sul 55% di esse.

USA, Trump si autoproclama “il presidente più ambientalista della storia”

Nel caso della Foresta di Tongass, il regolamento riconosce l’area come ‘selvaggia’ ed impedisce che si possa compiere nella foresta qualsiasi attività antropica di sviluppo.

La Foresta di Tongass può essere definita come l’Amazzonia degli Stati Uniti, dal momento che assorbe circa l’8% delle emissioni prodotte dal paese ogni anno.

Da tempo, i governatori dell’Alaska (e alcune delegazioni del congresso) fanno pressione sul Governo affinché la foresta possa essere liberamente utilizzata per attività ed infrastrutture umane

L’idea dell’Amministrazione Trump per ‘aggirare’ la Roadless Area Conservation Rule è quella di ottenere nuovi pareri delle agenzie federali competenti: in questo caso della US Forest Service, il servizio forestale del dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, che si occupa della gestione delle aree boschive e delle praterie di tutta la nazione.

In un articolo del New York Times, si fa riferimento a quanto accaduto nel 2019 quando, a seguito di forti pressioni industriali, la Us Forest Service dichiarò la possibilità di prendere in considerazione sei possibili modifiche alla ‘Regola senza strade’, come l’ipotesi di mantenere le restrizioni per l’80% o l’apertura di circa 931.000 ettari a disboscamento e costruzioni umane.

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Inoltre, lo scorso 24 settembre il Dipartimento dell’Agricoltura ha dichiarato che preferirebbe “esentare completamente la foresta nazionale di Tongass dalla regola del 2001 senza strade” e il giorno successivo il Servizio Forestale degli Stati Uniti ha pubblicato lo studio sulla Valutazione di Impatto Ambientale in cui si stabilisce che la revoca della Norma del 2001 all’interno dell’area del Tongass non danneggerebbe in modo significativo l’ambiente.

Ergo, nei prossimi 30 giorni l’agenzia potrà procedere alla cancellazione del provvedimento che distruggerà più di 3,6 milioni di ettari (dei circa 6,9 milioni totali).

Il tutto per permettere all’Amministrazione Trump di proporre vendita di legname e progetti di pavimentazione stradale nella foresta entro fine 2020.

Secondo il Presidente dell’ong Geos Institute, Dominick Della Sala, la valutazione dell’US Forest Service non si basa su alcun dato scientifico credibile, ma anzi è totalmente scollegata dalla realtà.

Lo studio infatti afferma che “la quantità di CO2 che verrebbe rilasciata a causa del disboscamento sarebbe trascurabile.

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