FOOD COOP, IL SUPERMERCATO AUTOGESTITO DA VOLONTARI. IN ARRIVO ANCHE IN ITALIA

Food Coop. Si chiama Camilla ed è un progetto di cooperativa nella quale tutti i soci dedicano una quota del loro tempo alla gestione dell’emporio di comunità. Entro il 2018 Bologna sarà la prima città ad avere un supermercato autogestito.

Il progetto è proposto da Alchemilla GAS e CampiAperti, Associazione per la Sovranità Alimentare. Ma in cosa consiste? Si tratta di un punto di approvvigionamento di prodotti di elevata qualità organizzato in forma cooperativa dove tutti i soci dedicheranno una quota del loro tempo alla gestione dell’emporio. Grazie alla collaborazione di tutti le spese di gestione dell’emporio saranno ridotte al minimo e di conseguenza anche i prezzi di vendita saranno il più possibile alla portata di tutte le tasche. Ci sarà chi si concentrerà sui rapporti con i produttori, chi si occuperà di promuovere le varie attività di Camilla e chi gestirà la cassa dell’emporio o sistemerà la merce sugli scaffali.

Un nuovo vero e proprio modello di spesa alimentare: “Si partirà con un primo investimento di 50 mila euro e con la certezza di una sede che non sarà in centro. Le zone monitorate sono tutte nell’area nord-est della città, in uno degli spazi, meglio se rigenerati, che stiamo supervisionando tra i quartieri Navile, San Donato e Savena. Solo i soci potranno accedere a Camilla. Ognuno di loro verserà una quota prevista, per ora di 125 euro, che nel tempo puntiamo ad abbassare anche in base alle singole disponibilità”, sottolinea Giovanni Notarangelo di Alchemilla Gas.  All’appello per iniziare mancano solo una ventina di soci, che devono essere 300, ai quali se ne dovranno aggiungere altrettanti per garantire alla nuova realtà un certo margine di sicurezza.

Il primo supermercato autogestito è previsto a Bologna entro il 2018. Gli organizzatori si sono ispirati ad una realtà che esiste da più di cinquant’anni, ovvero il Park Slope Food Coop, nel cuore di New York. Un supermercato cooperativo nato nel 1973 ed aperto a chiunque voglia aderire. Oggi è formato da 17 mila soci che hanno la possibilità di acquistare cibo di ottima qualità e a prezzi contenuti, in cambio di poche ore di lavoro non retribuito.

La storia del Park Slope Food Coop è raccontata nel documentario di Tom Boothe, americano ma residente a Parigi, che mentre lo girava ha sviluppato in contemporanea un progetto simile,  Le Louve.

Girare il documentario gli è servito per capire come concretizzare questo esempio di cooperazione, una delle esperienze sociali più riuscite degli Stati Uniti.
L’uscita del film in Francia ha ispirato più di 30 cooperative che stanno riproducendo questo modello. E da novembre 2017 il film è stato lanciato anche in Italia.  A questo link i prossimi appuntamenti: https://www.disimparare.it/food-coop. O sulla pagina Facebook:  https://www.facebook.com/foodcoopitalia/

Un nuovo modello che parte dal basso e col tempo potrebbe davvero rivoluzionare le nostre abitudini di consumatori e mettere in crisi la grande distribuzione.

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