La Alps Blockchain, fondata da Francesca Failoni e Francesco Buffa, ha già installato 13 supercomputer e oggi viaggia verso i 15 milioni di fatturato

L’estrazione virtuale di criptovalute come Bitcoin è un processo complesso che necessita di centri di potenza di calcolo. E per mantenere attivi questi supercomputer serve tanta energia.

Per eliminare il forte impatto che lo sviluppo di questa tecnologia ha sull’ambiente, due ragazzi di Trento, Francesca Failoni e Francesco Buffa hanno avuto un’idea: posizionare i centri di calcolo dentro le centrali idroelettriche in maniera tale, da un lato, di farli funzionare sfruttando soltanto energia pulita e rinnovabile, dall’altro di offrire ai gestori delle centrali green una seconda (e molto remunerativa) fonte di guadagno. Ulteriori introiti che serviranno a mantenere in vita e migliorare la funzionalità delle centrali idroelettriche.

Failoni e Buffa, poco più che ventenni, hanno quindi messo su un’impresa, la Alps Blockchain, che dal 2018 ad oggi ha posizionato 18 centri di produzione di potenza di calcolo (i cosiddetti computing power center) all’interno di altrettante centrali idroelettriche in tutto l’arco alpino ma anche in Liguria e Toscana.

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La direttrice finanziaria dell’azienda Francesca Failoni (23 anni), e l’Amministratore delegato Francesco Buffa (24 anni) sono a capo di un’azienda che viaggia verso i 15 milioni di euro di fatturato. E a Repubblica spiegano: “Noi vendiamo l’infrastruttura base alla centrale, pubblica o privata che sia, chiavi in mano. Installiamo le macchie, adattiamo l’impianto elettrico, quello di ventilazione e di attenuazione del rumore visto che le ventole dei pc possono dare fastidio. In seguito ci occupiamo sia della manutenzione sia della commercializzazione della potenza di calcolo. La centrale ha così un’entrata alternativa grazie alla quale può investire per migliorare la sua struttura. E poi, essendo il centro di calcolo al suo interno, non solo funziona grazie ad una fonte rinnovabile ma non ci sono sprechi di alcun tipo”. 

La Alps Blockchain è l’unica azienda che attualmente lavora in questo settore in Italia (ce ne sono diverse all’estero che seguono lo stesso modello) e rappresenta una importante novità a livello di impatto sull’ambiente considerando che la tecnologia legata allo sviluppo di criptovalute utilizza una quantità enorme di energia che, se non prodotta con fonti rinnovabili e pulite, vista la sua crescita costante, rappresenterà uno dei motivi di maggior preoccupazione per il futuro della Terra.

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