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Fondali spettacolari nel Golfo della California IMMAGINI

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Fondali spettacolari a 1800 metri di profondità nel Golfo della California, al largo della cittadina messicana di Guaymas. I ricercatori dell’ Università della Georgia (USA) hanno scoperto un paesaggio sottomarino di recente formazione, dove sorgenti idrotermali dalla temperatura elevatissima e infiltrazioni di gas e idrocarburi danno luogo a una vita organica e inorganica coloratissima. 

Un gruppo di biologi marini dell’Università della Georgia ha scoperto l’esistenza di un mondo sommerso, fatto di fondali spettacolari,  nel Golfo della California, nel bacino di Guaymas (Sonora, Messico).

Si tratta di una distesa di bocche idrotermali alta 23 metri, costellata di gas cristallizzati, piscine scintillanti di liquidi incandescenti e forme di vita dai mille colori, da cui erutta fluido idrotermale che rimane “intrappolato” sotto una sporgenza minerale, da cui si generano come delle cascate di vapore.
L’insolito spettacolo dovrebbe essere di recente formazione. I ricercatori non avevano infatti rinvenuto nulla di simile 10 anni fa. “È stato uno shock, per usare un eufemismo – ha detto Mandy Joye, biologa marina che ha guidato il team di ricercatori – in quello stesso punto nel 2008 non c’era niente di tutto questo. “Molto probabilmente – sostiene – da allora si sono aperte nuove bocche o il flusso idrotermale è drasticamente aumentato”.
Il sorprendente paesaggio sottomarino si trova a 1.800 metri di profondità. Le condotte idrotermali sono state indagate attraverso dei sommergibili telecomandi dal ponte della nave dello Schmidt Ocean Institute.

In questi fondali, le sorgenti idrotermali e di idrocarburi naturali rendono le temperature particolarmente elevate. La temperatura dell’acqua oceanica è normalmente di 2°C, (35,6° Fahrenheit), i  fluidi idrotermali arrivano invece a 366°C (690,8° F). Si ipotizza anche la presenza di impurità nel gas metano che causerebbero strane forme.

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I minerali e i metalli disciolti nel fluido reagiscono con l’acqua di mare per creare enormi “pagode“, alcune delle quali hanno un diametro di 15 metri e un diametro di circa 10 metri sopra il fondo del mare. “In alcuni punti, il flusso del fluido crea sporgenze, o flange, che intrappolano le pozze del fluido ricco di solfuro e metano sottostante. Le piscine rifrangono la luce, creando un effetto argenteo simile a uno specchio. In alcune piscine, la squadra ha visto dei minerali delicati precipitare di pochi centimetri come fossero piume – ha spiegato Joye, ma – nessuno sa cosa siano”.

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