Follonica. Salgono a sei le ecoballe recuperate in meno di una settimana dai fondali del Golfo di Follonica, ne restano 34 da recuperare.

Prosegue senza sosta la corsa contro il tempo per il trasporto in superficie delle 40 balle da 1,2 tonnellate di plastica l’una, disperse in mare il 23 luglio 2015 dalla motonave Ivy.

La sinergia tra Marina Militare, Guardia Costiera, Dipartimento di Protezione Civile e ministero dell’Ambiente si sta rivelando la soluzione più efficace per salvaguardare questo tratto di mare dalle conseguenze di un potenziale disastro ambientale.

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Lo scorso 23 luglio il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, aveva annunciato lo Stato di Emergenza e da mercoledì 5 agosto nel Porto di Piombino si è insediata la Task Force della Marina Militare che si occuperà di ripulire quanto disperso in mare.

Tre unità navali (la Rimini, la Tedeschi e la Caprera), i palombari del Gruppo Operativo Subacquei (Gos) del Comando Subacquei ed Incursori (Comsubin) e gli assetti della guardia costiera perlustreranno le acque del Parco dell’Arcipelago Toscano e gestiranno le attività di recupero.

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Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa è in costante contatto con il coordinamento tecnico/scientifico guidato dall’ammiraglio Aurelio Caligiore.

Complessivamente si tratta di quasi 50 tonnellate di rifiuti e le ecoballe finora recuperate sono risultate in buono stato di conservazione.

In un caso l’imballaggio si è rivelato provato ed eroso dai fenomeni marini, ma non ha generato alcun problema all’ecosistema.

Anche se le imbracature per il recupero e l’estrema prudenza nella gestione dei carichi possono sembrare eccessive, si stanno rivelando efficaci strumenti per azzerare ogni forma di dispersione di materiale inquinante.

Una volta a terra, le ecoballe finiscono al vaglio di una società specializzata, individuata dalla Regione Toscana, che si occuperà poi del conferimento in discarica.

 

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