Scienza e Tecnologia

Foie gras da cellule staminali, in vendita tra massimo cinque anni

Condividi

Foie Gras. Sarà presentato nei prossimi mesi, il primo prototipo di foie gras di cellule staminali.

Indistinguibile nell’aspetto e nel gusto da quello originale ma fabbricato a partire dalle cellule staminali prelevate da un uovo di anatra.

Dopo la presentazione del prototipo – annuncia Nicolas Morin Forest, “padre” del rivoluzionario foie gras – “ci dedicheremo ad abbattere i costi di produzione e prevediamo che il nostro foie gras coltivato in laboratorio arriverà nei supermercati entro tre-cinque anni”.

Nicolas è un diplomato a SciencesPo (il prestigioso istituto universitario di Parigi) e insieme a due amici biologi ha deciso di reinventare il foie gras, la più controversa delle specialità gastronomiche francesi.

Con la loro start up, Gourmey, vogliono “dimostrare che la carne creata in laboratorio senza uccidere animali non è fantascienza”.

“Sappiamo farla e può essere molto buona – spiega Nicolas – abbiamo scelto il foie gras per dimostrare che con le nuove tecniche si possono fare non solo hamburger o nuggets di pollo, ma anche prodotti molto sofisticati”.

Plastica, nei menù bimbi dei fast food solo giocattoli plastic free

Cos’è il foie gras:

Il foie gras, letteralmente “fegato grasso“, è definito dalla legge francese come “fegato di anatra o di oca fatta ingrassare tramite alimentazione forzata.

Questo alimento veniva già consumato dagli antichi romani e, a partire dal Settecento, è divenuto un prodotto tipico della cucina francese, un simbolo del savoir vivre e del Sud-Ovest rurale.

L’alimentazione forzata induce una crescita abnorme del fegato e un aumento di grassi nelle cellule epatiche (noto come steatosi).

Fenomeno, interpretato come un adattamento naturale da alcuni esperti, e come una reale patologia, la steatosi epatica, da altri.

Carne sintetica, gli Usa danno il via libera alla commercializzazione

Per questo, le organizzazioni per i diritti degli animali e i movimenti animalisti classificano la produzione del foie gras come crudeltà nei confronti degli animali.

I produttori di foie gras sostengono invece che l’alimentazione forzata non causi dolore né danni alla salute, e che le prove scientifiche a oggi disponibili sull’argomento non siano sufficienti né perentorie.

Il 20 ottobre scorso il comune di New York ha proibito la vendita della specialità in negozi e ristoranti a partire dal 2022, la produzione è già messa al bando in quasi tutta Europa, e secondo un sondaggio YouGov di un anno fa quattro francesi su dieci non comprano più foie gras per ragioni etiche.

Il foie gras a partire dalle staminali, segue il prototipo di hamburger di carne da laboratorio da 290 mila euro finanziato da Sergey Brin (il co-fondatore di Google), che nel 2013 fece scalpore.

Alimentazione, arriva da Israele la prima bistecca artificiale VIDEO

Questo hamburger oggi costa 10 euro e l’olandese Mosa Meat potrebbe fornirlo ai ristoranti a partire dal 2021.

L’israeliana Aleph Farms lo scorso ottobre ha prodotto carne in vitro a bordo della Stazione spaziale internazionale, un colpo di marketing per dimostrare che il futuro — anche nei viaggi spaziali — appartiene alle sue bistecche in vitro.

Gourmey:

I laboratori di questa start up si trovano a Evry, vicino Parigi, all’interno dell’incubatore di biotecnologie Genopole.

“Siamo la prima start up di carne coltivata in laboratorio ad avere ottenuto finanziamenti dall’Unione Europea – dice Nicolas Morin-Forest – e riceviamo fondi anche dallo Stato francese e da investitori privati”.

Come spiegano i ragazzi, il foie gras di laboratorio non è pensato solo per chi ha a cuore la sorte degli animali “ma soprattutto per chi si preoccupa per l’ambiente. I piccoli allevatori di qualità avranno sempre una loro clientela e noi pensiamo di essere complementari. I nostri rivali invece, in prospettiva, sono i grandi allevamenti industriali, troppo inquinanti”.

(Visited 19 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago