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Fiume Sarno, firmato l’accordo per il ripristino delle biodiversità e riqualificazione territori limitrofi

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E’ stato firmato l’accordo per il programma di partecipazione al progetto europeo “Horizon 2020 framework programme” per quanto riguarda il ripristino delle biodiversità e la riqualificazione dei territori limitrofi al fiume Sarno nel salernitano.

Hanno confermato la partecipazione al progetto, con il loro appoggio, oltre a Striano, diversi comuni della Campania, come Nocera Inferiore, Sarno, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio con l’aggiunta del Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno e del Consorzio di Bonifica Integrale del Comprensorio del Sarno, che si impegneranno nella realizzazione e la successiva presentazione del progetto necessario per accedere ai fondi europei.

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Il programma sarà il prodotto del lavoro svolto in collaborazione con l’UCSA (ufficio comunale per la sostenibilità ambientale) responsabile delle attività legate all’energia, alle fonti rinnovabili e ai cambiamenti climatici.

Come affermato dal sindaco di Striano, Antonio Del GiudiceLa candidatura al programma europeo è una grande opportunità per il fiume Sarno per ripristinare le biodiversità. Siamo già in contatto con altri enti che si affacciano sul fiume Sarno. Ora seguiremo l’iter con la speranza di riuscire ad ottenere i finanziamenti europei per la riqualificazione di quest’area”. 

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Il progetto denominato “Ripristino delle biodiversità e dei servizi eco sistemici” propone nel suo programma 9 punti:

  1. Dimostrare come un approccio organizzato e un miglioramento delle pratiche possano contribuire al ripristino dell’area.
  2. Riabilitare gli ecosistemi degradati, secondo le normative europee per la biodiversità 2030, con un approccio per la prevenzione e la riduzione dell’impatto dei disastri naturali.
  3. Presentare strategie innovative ed efficaci per ripristinare i biosistemi in deterioramento.
  4. Considerare anche elementi economici che aiutino la riqualificazione degli ecosistemi sulla terraferma e negli ambienti acquatici.

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  1. Dimostrare che le attività di rispristino siano condotte in modo sostenibile e senza conseguenze negative per il clima, con investimenti per la riduzione del rischio di catastrofi.
  2. Promuovere l’aumento e l’intensificazione di pratiche che rispettino la natura.
  3. Dimostrare come il ripristino degli ecosistemi possa aiutare anche le comunità umane ad adattarsi ai cambiamenti al livello locale.
  4. Provare a massimizzare le sinergie e ad evitare compromessi tra le priorità, per il ripristino della biodiversità, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
  5. Condurre attività informative sui benefici a favore della biodiversità prodotti dal suddetto ripristino.

Crediti foto:


Di Francesco De Simoni

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