Fiper, convegno Piano Energia e Clima: una sfida per l’economia italiana

Fiper. In occasione del convegno FIPER: “Piano Clima-Energia: una sfida per l’economia italiana” tenutosi venerdì 22 febbraio 2019 presso il Castello di Grinzane Cavour (Cuneo) sono stati presentati i risultati dello studio “biogas: driver della filiera agroalimentare” realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano e il Consorzio Monviso

All’assemblea nazionale della Fiper, Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili, svoltasi nel cuore delle Langhe ha voluto riportare all’attenzione dell’opinione pubblica l’importanza di buone pratiche che si sono sviluppate nel settore.

Le ricadute positive partono da una convenienza economica passando per una ricaduta di occupazione che risulta essere di sette volte nel mercato indiretto e indotto dall’impianto. Al momento le centrali a biogas installate in Italia supera il giga watt e porta con sé altre 12000 unità lavorative. Ad oggi gli incentivi economici sono determinanti ma nel futuro ci sono molte idee per ottimizzare gli impianti e renderli funzionali alla rete elettrica.

Castello Grinzane Cavour

Gse pronto alla sfida degli obiettivi al 2030. Nel 2017 il 18% dei consumi coperto dalle rinnovabili

Il CMA, in collaborazione con FIPER e con il Politecnico di Milano, ha redatto uno studio sul settore biogas che consente di mettere in evidenza le peculiarità della nostra filiera. Il volume, dal titolo “BIOGAS AGRICOLO: DRIVER DI SVILUPPO PER LA FILIERA AGROALIMENTARE”, è stato presentato dagli autori. Il Convegno è stata l’occasione per discutere del futuro delle agroenergie e della loro evoluzione nel panorama agricolo ed energetico europeo.

Rinnovabili, decreto fer 1. Nuovi incentivi. Info e aggiornamenti

Nella prima tavola rotonda, si è affrontato il ruolo del settore primario nella transizione. Walter Righini, presidente FIPER, ha posto l’attenzione sull’importanza della filiera biogas/biomasse per il presidio e la gestione dei territori montani e rurali, enfatizzando l’importanza di queste filiere anche in termini ambientali di riduzioni delle emissioni e polveri, auspicando la messa a punto di comunità dell’energia. Sebastiano Villosio, presidente del CMA, ha ribadito l’urgenza di delineare il futuro degli impianti a biogas post periodo di incentivazione, auspicando una rivisitazione degli strumenti di supporto.

Raffaele Tiscar, esperto di politica ambientale, riconosce nel Piano Clima-Energia lo sforzo da parte del Governo italiano di “fare sintesi” tra politica industriale, energetica e ambientale. Si tratta di un salto di paradigma industriale che presuppone la gestione della complessità; mancano invece gli strumenti operativi per conseguire gli obiettivi delineati. Francesco Giardina, in rappresentanza del sottosegretario Manzato del Ministero delle Politiche Agricole, sottolinea che la produzione di energia rappresenta il 20% del fatturato dell’attività agricola; un valore che permette alle aziende agricole di consolidare la propria attività e aumentare di competitività sul mercato.

Giorgio Ferrero, assessore all’agricoltura di Regione Piemonte, evidenzia l’importanza della filiera biogas anche nella produzione di sottoprodotti di eccellenza, quali il digestato, nutrienti biologici che aumentano la fertilità dei suoli. Marco Bussone, presidente UNCEM, ha posto invece l’attenzione sulla gestione delle risorse rinnovabili presenti nei comuni montani, in particolare biomasse e idroelettrico e sulla possibilità di rendere autonomi dalle fonti fossili questi territori.

Nella seconda tavola invece l’analisi si è orientata verso ricerca, innovazione e competitività. Davide Crippa, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, ha fornito la visione del Governo riguardo lo sviluppo delle FER, garantendo la continuità degli incentivi attraverso la proroga dell’attuale decreto in vista della messa a punto del DM FER 2 che punta alla promozione dell’economia circolare.

Francesco Vetrò, presidente del GSE, in una delle sue prime uscite sul territorio, ha rimarcato da un lato l’importanza del Gestore nel favorire lo sviluppo delle FER seguendo la traiettoria europea, dall’altro di garantire il rispetto delle procedure e la legalità nell’erogazione degli incentivi. Luigi Mazzocchi, direttore Dip. Energia di RSE, ha evidenziato il ruolo delle biomasse/biogas per la versatilità di utilizzo, il servizio di flessibilità nella produzione funzionale ai bilanciamenti di rete, auspicando un’evoluzione delle regole per immissione dell’energia elettrica immessa in rete e facilitare gli utenti all’autoconsumo. Francesco Ferioli, funzionario della DG Energia in video conferenza da Bruxelles, ha illustrato gli obiettivi europei al 2050 che prevedono un incremento significativo delle fonti rinnovabili in linea con gli Accordi di Parigi.

Fabrizio Adani, professore all’università di Milano, invita a considerare il biogas agricolo quale una biotecnologia in grado di risolvere il problema della gestione dei reflui producendo fertilizzanti di pronto uso e/o trasportabili e al contempo ridurre drasticamente l’impatto dell’attività agricola sull’ambiente e la società.

 

Sintesi risultati dello Studio:” biogas: driver della filiera agroalimentare”

Il target dello studio ha riguardo l’analisi di 7 filiere di biogas agricolo ubicate in Regione Piemonte. L’analisi effettuata è stata per ogni singola azienda, che compone la filiera agricola e agroalimentare. Paola Caputo, professoressa del Politecnico di Milano, evidenzia un bilancio energetico che consegue un risparmio dell’80% di energia fossile. Riguardo il bilancio ambientale, il risparmio di CO2 equivalente è superiore al 60%.

A livello nazionale il risparmio energetico è di circa 23.000 GWh/anno corrispondente a 1,6% dei consumi finali lordi di energia nazionali[1]; il risparmio di CO2 equiva¬lente supera i 6 milioni di t/anno, pari a oltre il 5% delle emissioni del settore energe¬tico nazionale[2].

Dall’elaborazione dei dati economici e finanziari delle aziende coinvolte nell’indagi¬ne, Paolo Garbellini, economista Poyry, evidenzia che per ogni euro aggiuntivo fatturato dagli impianti si genera un impatto complessivo sul sistema economico di circa 2,1 €. Estendendo i risultati ottenuti su scala nazionale, le ricadute degli impianti di biogas agricolo esistenti corrispondono a circa 3.400 milioni di €/anno e oltre 12.000 ULA.  In termini monetari rappresenta l’11% del valore della produzione agricola nel 2017 relativa alle sole attività che rientrano nella filiera del biogas (coltivazioni erbacee, foraggere e allevamenti zootecnici) e al 3,5% della relativa occupazione. Il valore dell’impatto fiscale a livello nazionale si attesta intorno ai 4,6 Milioni di euro/anno (impianti esistenti).

Federica Galleano, vicepresidente FIPER, ha illustrato gli assi di intervento della Strategia 2014 che presuppone un’evoluzione degli impianti di biogas agricolo esistenti anche nell’erogazione di servizi alla rete elettrica e in un ulteriore diversificazione produttiva, ottimizzando l’impiego del calore di processo; sono stati evidenziati una serie di vincoli giuridici e regolatori da rimuovere a tal fine.

Storia Fiper

La Federazione di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili- FIPER rappresenta i produttori di biomassa legnosa, i gestori di impianti di teleriscaldamento e biogas/biometano alimentati da fonti rinnovabili.

Dalla sua costituzione nel 2001, l’obiettivo della Federazione è tutelare e promuovere il settore della produzione di calore e elettricità (co-generazione) da biomasse e biogas agricolo, nel rispetto dell’ambiente, della qualità dell’aria, ei suoli e del paesaggio dove hanno sede gli impianti.

Dare la possibilità ai giovani di vivere e realizzarsi in montagna e nelle aree rurali rappresenta una sfida per la Federazione, perché crediamo che produrre energia da fonte rinnovabile significhi presidiare e creare reddito sul territorio.

Piccole e medie “Comunità dell’Energia” basate sull’impiego delle risorse locali, realizzate a partire dalla condivisione con gli abitanti, le imprese, le istituzioni del territorio rappresentano secondo FIPER l’alternativa all’impiego delle fonti fossili e il primo passo verso l’emancipazione dell’Italia dalle importazioni estere.

 

 

 

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