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FINCANTIERI-STX. TROVATO ACCORDO ITALIA – FRANCIA

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Di Vanessa De Vita

Raggiunto accordo tra Italia e Francia sul dossier Stx-Fincantieri.
L’Italia ottiene nell’immediato il 51% dei cantieri di Saint Nazaire, con il 50% in controllo diretto a cui si aggiunge una quota dell’1% “in prestito” dallo Stato francese, ma con diritto di recesso per 12 anni qualora Fincantieri (l’Italia) non rispetterà i suoi impegni.
In caso di revoca dell’1% di Stx prestato dallo stato francese a Fincantieri, il gruppo triestino ha però una opzione di vendita, che obbliga Parigi a comprare il 50% dei cantieri navali.
Invece, nel caso in cui la Francia non esercitasse l’opzione di riacquisto dell’1% ‘prestato’ nei prossimi 12 anni, tale quota diventerebbe automaticamente di proprietà di Fincantieri.
La Borsa però sembra voler bocciare l’accordo raggiunto.
Il titolo infatti segna un calo del 2% a 1,06 euro dopo le prime indiscrezioni provenienti da fonti del Governo di Parigi.
“L’intesa raggiunta tra Italia e Francia e’ migliorativa rispetto a quella precedente sotto tutti i punti di vista”: lo sostengono fonti del Tesoro e del Mise, che ci tengono a precisare come “la clausola del “prestito” dell’1% era prevista anche nel precedente accordo che accordava allo Stato francese il diritto di ricomprare la quota detenuta dalla società nelle medesime circostanze”.
“Sbloccata la vicenda Stx-Fincatieri – aggiungono poi – si potrà procedere a studiare la costruzione di un campione mondiale nel settore navale, civile e militare, attraverso una partneship paritetica tra Italia e Francia”. Il cda sarà composto da otto membri: quattro (compresi presidente e amministratore delegato) saranno nominati da Fincantieri, due dallo Stato francese, uno da Naval Group e uno dai dipendenti. Il presidente avrà in mano il cosiddetto ‘casting vote’: si tratta del voto decisivo in caso di paritá.
L’accordo dovrà ora essere formalizzato dall’assemblea di Stx e dal Share Purchase Agreement (Accordo di acquisto azioni) che verrà firmato nelle prossime settimane dopo la consultazione del Consiglio dei lavoratori. Il premier Gentiloni, durante la conferenza stampa al termine del bilaterale, parla di ‘accordo ottimo’ e sottolinea che Italia e Francia lavorano con la Germania ad un nuovo slancio per la Ue. Per Macron si tratta di un accordo win-win, in cui Francia e Italia ‘vincono insieme’, creando un colosso da 10 miliardi di euro.
Critiche le opposizioni che definiscono l’intesa l’ennesima “umiliazione francese verso l’Italia”.
Ospite di Otto e mezzo, Giorgia Meloni parla di un’Italia messa “sotto scacco”. “Abbiamo fatto un altra cosa che significa svendere il nostro know how in un campo strategico” –dice, sottolineando come sia curioso che “quando le aziende francesi hanno il controllo di una azienda italiana, l’ad non è italiano.
“Se Macron ha nazionalizzato Stx che è strategica – spiega la Meloni – quando i francesi hanno assunto il controllo di Telecom, noi non ci siamo posti il problema di nazionalizzare la rete di Telecom, eppure non c’è nulla di più strategico della rete di comunicazioni”.
Ma la questione dei cantieri è solo una delle molte sul tavolo del vertice di Lione tra Italia e Francia, che arrivano al controllo di Vivendi su Telecom Italia, fino alla scalata di Bollorè su Mediaset.
soltanto ora, incassato l’accordo Fincantieri – Stx, l’unità di crisi di Palazzo Chigi deciderà se contestare al colosso francese dei media Vivendi la mancata comunicazione della conquista di Telecom Italia. Stando all’ipotesi accusatoria, la legge 56 del 2012 imponeva la notifica al governo italiano una volta raggiunto il controllo di fatto di Telecom.
Un’eventuale sanzione sarà decisa – dal nostro governo – solo a fine anno. Se calcolata sul fatturato di Vivendi e Telecom, la multa sfiorerà i 300 milioni di euro.
Ma i francesi sperano che l’ammenda venga calcolata sui mini-fatturati di Sparkle e Telsy (le due società proprietà di Telecom che Palazzo Chigi considera strategiche per la difesa nazionale).
L’importo, in questa seconda ipotesi, sarebbe molto più basso.

 

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