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CAMERE, FICO E CASELLATI PRESIDENTI. C’E’ L’ACCORDO CENTRODESTRA-M5S

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Camere, Fico e Casellati eletti presidenti. C’è l’accordo centrodestra – M5S. Fumata bianca in Parlamento per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

Alla quarta votazione, con 422 voti, l’assemblea di Palazzo Montecitorio mette sul suo scranno più alto il penta stellato, “ortodosso”, anima della sinistra ed ex presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico.

A Palazzo Madama invece, con 240 voti, a sedere sullo scranno più alto sarà l’azzurra Maria Elisabetta Alberti Casellati. Prima donna a ricoprire il ruolo di seconda carica dello Stato.

L’accordo è arrivato al termine delle riunioni dei gruppi di questa mattina.

“Il mio impegno di cittadino nella vita pubblica ha avuto inizio nella difesa del territorio e dei beni comuni, negli anni l’impegno ha raggiunto una dimensione nazionale rendendomi portavoce di tutti i cittadini” – sono le prime parole del neopresidente della Camera Roberto Fico nel suo primo intervento a Montecitorio.

Per Fico, “è necessario porre fine a un modo di legiferare confuso, fatto di deroghe. Mi piace immaginare – dice – il Parlamento come istituzione pensante che si interroga su cosa deve fare, che rispetti i cittadini e ispiri in loro il senso di appartenenza nel futuro e nella classe politica”.

‘Un Parlamento centrale è un Parlamento in cui i cittadini possono fidarsi, anche ‘per dare nuovo valore all’idea stessa di Europa e delle sfide globali”.

L’impegno è quello di mettere il taglio dei costi della politica tra le priorità e ad essere imparziale: “Mi ispirerò – aggiunge – a 3 principi: garantire un alto livello di discussione, rispettare tutte le componenti politiche, interpretare lo spirito di cambiamento chiesto dai cittadini’.
Dalla Casellati – che rivolge un caloroso saluto a Liliana Segre, da poco nominata senatrice a vita da Mattarella, e a Giorgio Napolitano che ha presieduto la prima seduta del Senato – l’orgoglio di essere la prima presidente donna:

Nessun traguardo ci è più precluso” – dice dal Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati che poi fa un richiamo “all’unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e di indirizzi, alla necessità di rispetto reciproco tra le forze politiche nel solco delle regole comuni”, ai valori della Costituzione. L’invito che rivolge poi al Senato, “rinnovato per due terzi”, è di “dare risposte serie e concrete” a imprese e famiglia travolte dalla crisi economica degli ultimi 10 anni e a pensare anche al 27% degli italiani che non ha partecipato al voto.

“Roberto Fico è una persona che è stata già votata dalle altre forze politiche nel suo ruolo di garanzia e carica istituzionale, ma soprattutto ci rappresenta al meglio perchè è la storia di questo MoVimento. Forza, Roberto!” – scrive il capo politico del moVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, su Facebook.

“Con le presidenze delle Camere è stato fatto il primo passo, dopodiche’ possiamo iniziare a trattare la questione governo e io sono convinto che possa andare bene pure questa partita. I cittadini possono però stare tranquilli: e’ finito il tempo dei caminetti” – così il capogruppo M5s al Senato, Danilo Toninelli.

Quanto alla composizione di un eventuale governo Toninelli taglia corto: “Dei ministri ne parlerà il candidato premier con il Presidente della Repubblica”.

Bene l’accordo del centrodestra con M5s per le presidenze delle Camere – commenta Giorgia Meloni –  ma ora occorre “un governo di centrodestra, a guida di centrodestra, che faccia cose di centrodestra”.

“Ci saranno parecchie spese da tagliare, parecchi servizi da migliorare. Per me è una bella giornata. Invece di andare avanti con votazioni su votazioni, abbiamo mantenuto fede alla parola data e ripartiamo dal centrodestra” –  è il commento di Matteo Salvini, segretario della Lega.

“Del governo – spiega poi – ne riparleremo più avanti ma si può ripartire dalla prima coalizione che è quella del centrodestra”.

“Va bene così: siamo contenti noi, è contento Berlusconi, è contento M5s. Ha vinto la democrazia. E’ accaduto quello che dicevamo noi da settimane” – ha detto Giancarlo Giorgetti, capogruppo della Lega a Montecitorio.

La Legislatura parte male, chi ha vinto non ha dato prova di essere all’altezza” – commenta il reggente del Pd, Maurizio Martina – “la destra e i Cinquestelle hanno fatto i loro congressi sulle istituzioni. Il dato di fatto è questo: il centrodestra e i Cinquestelle hanno regolato i conti e hanno scaricato queste scelte sulle istituzioni”.

La prima critica ovviamente, al metodo.

Ma il Pd avrebbe potuto entrare in partita? “noi – continua Martina – vogliamo essere coerenti con noi stessi. Abbiamo proposto e chiesto un confronto all’altezza della situazione, su figure di garanzia e mettiamo in campo candidati che sono figure di garanzia, avendo già fatto i vicepresidenti delle Camere. Sono loro che hanno cambiato lo schema di gioco in queste ore e si e’ visto chiaramente”.

Ed ai cronisti che gli chiedono un commento alle parole di Matteo Renzi che parla di un ritorno dei caminetti nel Pd, Martina risponde: “Si chiama collegialità”

Mi sono liberato di un peso” – dice Paolo Romani, sorridendo, circondato da giornalisti nel Salone Garibaldi del Senato.

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