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Covid-19, Fase 2: Green Italia lancia le 10 mosse per rinascita green Paese

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Fase 2. Dieci mosse per la Fase due dell’emergenza Coronavirus. Tanti i temi affrontati: dalla sanità al lavoro, dalla lotta alle diseguaglianze all’economia circolare fino alla scuola.

E dopo? Idee e riflessioni per uscire "in avanti” dal tempo della pandemia

"E dopo? Idee e riflessioni per uscire "in avanti” dal tempo della pandemia"Rossella Muroni, deputata ecologista ed esponente di Green Italia, modera la conferenza in diretta streaming che vedrà alternarsi al microfono: – Quale rapporto tra pandemia e problemi ambientali, Francesca Dominici, professoressa di Biostatistica, guida il team dell’Harvard data science che ha studiato la possibile correlazione tra le polveri sottili e il COVID19 (h 16- 16.30) con Francesco Ferrante, vicepresidente Kyoto Club e Anna Donati, portavoce AMoDo- Lezioni dal Coronavirus: il progresso non è un destino ma una possibilità, Mauro Ceruti, Filosofo, Teorico del pensiero complesso (h 16.30 – 17.00) con Roberto Della Seta, Green Italia, Vanessa Pallucchi, vicepresidente Legambiente, e Giovanna Melandri, presidente Human Foundation – Come “ripartire”: condizionalità sì, ma verdi, Enrico Giovannini, economista, portavoce Asvis e membro della task force governativa sulla Fase2 (h 17.00-17.30) con Annalisa Corrado, portavoce Green Italia e Marianna Panzarino, attivista Fridays For Future Roma- Rilanciare l’idea di un welfare davvero universale, Antonio Gaudioso, segretario generale CittadinanzAttiva (h17.30-18.00) con Vittorio Cogliati Dezza, Forum Disuguaglianze e Diversità, Nicoletta Dentico, Society for International Development – responsabile salute globale e Monica Frassoni, European Green.Vi aspettiamo!

Pubblicato da Green Italia su Lunedì 4 maggio 2020

 

Il decalogo, lanciato da Green Italia, vuole cercare di “diffondere lo stesso entusiasmo che circolava nel dopoguerra, e quella stessa operosità degli anni ’50 e ’60 impegnata, questa volta, nel segno del Green deal.

Parole chiave: ‘nuova era’ per l’Italia, innovazione e giustizia.

“Il Paese ha bisogno di una guida che lo indirizzi verso la ripartenza economica e sociale – spiega Green Italia, l’associazione composta da parlamentari, professionisti, e attivisti politici – una strategia di sviluppo dell’Italia che sia allo stesso tempo sostenibile, giusta e equa; ma soprattutto che sia capace di guardare avanti. Se tutti noi vogliamo il ritorno alla normalità, dobbiamo capire che la normalità attesa, quella che dobbiamo costruire per il futuro, non potrà essere uguale a quella che avevamo. Semplicemente perché quella normalità era il problema”.

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Ecco i dieci punti del decalogo:

  1. lo sviluppo che vogliamo: sostenibile, ecologico, umano;
  2. circolare e senza CO2, economia e lavoro green a prova di clima;
  3. le opere utili al Paese: rigenerazione urbana, sicurezza sui cantieri, cura del territorio;
  4. la scuola di domani: innovazione, formazione, 10 in condotta al futuro;
  5. il nostro welfare: tutela dei diritti, giustizia sociale, lotta alle disuguaglianze, salute e ambiente;
  6. sanità pubblica e accessibile, più medici e infermieri, posti letto e presidi territoriali
  7. la chiave per il futuro: investimenti in ricerca, agricoltura, turismo, cultura, tecnologia digitale;
  8. l’aria in città, una mobilità pulita: biciclette, auto elettriche, trasporto pubblico;
  9. rinascita e coraggio dell’Italia, il Fattore Donne;
  10. l’Europa dei popoli e di una sola comunità: equa ed inclusiva

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“In Italia i lavoratori verdi sono già oggi più di 3 milioni, più del 13,4% degli occupati totali – spiegano Annalisa Corrado e Carmine Maturo, co-portavoci di Green Italia – fondamentale è la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente per esempio con misure come l’eco-bonus e il sisma-bonus che hanno mosso quasi 29 miliardi di investimenti con un impatto per oltre 432mila occupati nel 2019. Ma nel Paese che vogliamo c’é anche una scuola innovativa, la tutela dei diritti, la giustizia sociale, la cancellazione della contrapposizione tra salute e
lavoro”.

Inoltre “non bisogna dimenticare il ruolo delle città sempre più interconnesse e pronte a fare il salto di qualità che le porti a livello della media europea – rilevano i due ecologisti Corrado e Maturo – la mobilità sostenibile con più biciclette, un’adeguata infrastruttura di ricarica per auto e mezzi elettrici, l’implementazione del trasporto pubblico, i biocarburanti e in particolare il biometano. E riconoscere alle donne, la maggioranza del Paese, il giusto ruolo”.

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“Infine – concludono – l’Europa non può più essere soltanto un guardiano dei meccanismi nazionali di bilancio e come sta cercando di dimostrare in questa emergenza pandemica può diventare una vera comunità, a cominciare dalla solidarietà economica per finire con politiche omogenee sui migranti“.

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